Prova GWM H7, lo stile boxy incontra tecnologia top e guidabilità urban

Prova GWM H7, lo stile boxy incontra tecnologia top e guidabilità urban

Che lo si voglia o no, le auto del gruppo GWM riescono sempre a distinguersi dalla massa. La Ora 5 è riconoscibile su strada, soprattutto quando ci si concentra sul gruppo ottico posteriore. La H7, pure, con uno stile che si allontana parecchio da quello che è il gusto contemporaneo per le linee morbide e filanti. Un SUV da 4,68 metri di lunghezza e oltre due di larghezza (con gli specchi aperti) che però nasconde sotto la veste da fuoristrada “alla vecchia maniera” una tecnologia e una dinamica di guida molto più concentrata sulla strada. E che, con la promo di ottobre, si porta a casa con meno di 30.000€.

Il design

GWM H7

Come detto, il primo sguardo permette già di riconoscerlo. H7 non vuole seguire gli stilemi di oggi, ma si rifà molto volentieri al passato, riproponendo qualcosa che GWM conosce (visto il suo impegno nel Deserto del Gobi) ma che qui viene a essere soprattutto qualcosa di stilisticamente rilevante. Le protezioni sottoscocca corrono lungo tutta la vettura, con i classici passaruota in plastica che forniscono una protezione in off-road (e nella giungla urbana). Squadrato, bombato e tanti angoli, seppur smussati,

Davanti domina la griglia nero lucido con la scritta HAVAL e i fari Full LED, dietro invece c’è spazio per i gruppi ottici rettangolari che inquadrano un portellone molto fuoristradistico e un box con la scritta GWM. Una sorpresa, visto che dentro non c’è la ruota di scorta. Maniglione al suo fianco, barre portatutto e cerchi neri da 19 completano un look aggressivo, che manda un messaggio fuoristradistico. Quello giusto? Chissà.

Gli interni

GWM H7

Anche dentro qualche “messaggio” al mondo dei fuoristrada c’è. Il maniglione davanti al passeggero, come anche i punti d’aggrappo sui montanti sembrano voler dimostrare l’animo dell’H7, che però non rinuncia a materiali tutto sommato morbidi, a sedili in similpelle e a tanta tecnologia. Quadro digitale da 12,3 pollici, head-up display da 9 e infotainment da 15,6 con sistema Coffee OS che integra Android Auto e Apple CarPlay wireless, navigazione online, controllo vocale, aggiornamenti over-the-air, radio FM e DAB, senza però eliminare i tasti fisici.

Sì, perché H7 vuole essere attento anche alla sicurezza, come tutte le auto del gruppo GWM. E quindi, le scorciatoie semplici e intuitive che permettono di non distrarsi diventano un must delle vetture del gruppo. C’è la ricarica wireless da 50W, come anche il clima bi-zona, il bracciolo anteriore riscaldato e raffreddato e 43 vani portaoggetti. Il SUV “urbano” cinese è pratico, come ribadiscono i 341 litri di capacità minima del bagagliaio, che salgono a 586 caricando fino al tetto e a 1.404 abbattendo il divanetto posteriore.

Il box sul retro

GWM H7

E ora possiamo rispondere alla fatidica domanda: che cosa c’è sul retro dell’H7? Se qualcuno dovesse aver pensato a una ruota di scorta, si sarebbe sbagliato. È vero, lo sembra; è vero, sarebbe anche coerente con il design della vettura, ma no, lì dietro non c’è nessuna gomma che può aiutare quando il gioco si fa davvero duro Il SUV urbano di GWM infatti mette a disposizione il kit di riparazione degli pneumatici, ma soprattutto 21,3 litri di capacità del suo “box posteriore”.

Il motivo? Sta proprio nella filosofia dell’H7, che si prende certamente le stile dei fuoristrada veri e propri, ma continua a seguire una logica da SUV prettamente stradale. E allora, una ruota di scorta non avrebbe senso, mentre molto più “interessante” e “particolare” è questa scelta stilistica. Insomma, funzionalità, coerenza, con il design scelto ma anche con la guidabilità che si vuole offrire su questo tipo di vettura. Per chi vuole puntare su una vera off-road, c’è il Tank 300. E allora lì sì che serve la ruota di scorta.

Le motorizzazioni disponibili

GWM H7

Una soluzione per tutti, così GWM ha pensato il suo H7. Per chi vuole rimanere ancorato al solo termico c’è il 2.0 da 215 CV e 385 Nm di coppia abbinato a un cambio doppia frizione a nove rapporti, alla trazione integrale con differenziale posteriore a bloccaggio elettronico comandato da un pulsante dedicato. 7,9 secondi per lo 0-100 e velocità massima di 200 km/h, ma soprattutto un’ottima capacità di traino (2.300 kg frenati). Chi vuole l’elettrificazione, ma non le colonnine può puntare sull’Hybrid Hi2 che abbina un 1.5 ciclo Miller da 150 CV e un motore elettrico da 177, per una potenza combinata di 247 CV e 535 Nm, tutti trasmessi alle ruote anteriori.

Ci sono poi le due plug-in: la Hi2 con stesso cambio a due rapporti della Full Hybrid, batteria da 33,7 kWh, 326 CV e 535 Nm di coppia (sempre trasferiti alle ruote anteriori), per cui si stimano 150 km di autonomia in elettrico. E la Hi4, che, oltre al 1.5, sfrutta invece due motori elettrici da 109 CV all’anteriore e da 204 CV al posteriore, trasmissione doppia frizione a quattro rapporti e trazione integrale (senza però albero di trasmissione) per 435 CV e 670 Nm. 0-100 in 4,9 secondi e 190 km/h di velocità massima, ma soprattutto 129 km da percorrere in EV e un 30-80% in 18,6 minuti.

Le tipologie di trazione

GWM H7

Come detto, GWM ha pensato l’H7 in un’ottica più stradale, pur mantenendo comunque una buona altezza da terra e alternative 4WD. Affianco al classico 4×4 con albero di trasmissione del 2.0 turbo, c’è il Plug-in Hi4 con due soli motori elettrici, uno in posizione P2 anteriore, per fornire generazione e trazione, e l’altro in P4 (dietro) per dare coppia alle ruote posteriori. Nove modalità di guida, dall’EV al parallelo integrale con ripartizione del peso vicina al 50 e 50. Abbinato c’è un doppia frizione a quattro rapporti (due per la coppia, terza e quarta per le alte velocità), che dovrebbe garantire un +3,4% di efficienza rispetto ai monomarcia.

Per chi non avesse bisogno della trazione integrale, GWM offre anche la trazione anteriore con le versioni Hi2 con termico ed elettrico posizionati davanti. Trasmissione a due velocità con il benzina che lavora “da solo” alle alte velocità, ma con sei modalità disponibili: in partenza si lavora con le batterie, nel traffico urbano si viaggia in serie, mentre in accelerazioni (forti o brusche) l’H7 funziona in parallelo. Recupero dell’energia in decelerazione e presa diretta in autostrada, per consumi dichiarati di 6,5 l/100 km per la full e di 1,5 l/100 km (con 19,1 kwh/100 km) per la plug-in.

La messa a punto europea

GWM H7

Rispetto al gemello per il mercato cinese, però, il “nostro” H7 è stato rivisto da Racing Syn, che ha lavorato sulla taratura dell’assetto, ma anche sul McPherson all’anteriore e sul multi-link al posteriore. Nella nostra breve prova, il SUV di GWM è parso così molto più vicino alle vetture europee rispetto al modello “originale”. Lo sterzo è più comunicativo e preciso e gli ammortizzatori lasciano accomodare meno un corpo vettura comunque pesante. È chiaro, questo colosso da 1.750 kg non può definirsi “affilato” (parliamo comunque di una vettura votata al comfort), rollio e beccheggio ci sono, ma sono “accettabili”.

E, con l’Hi2 full-hybrid, si gode comunque di un motore tutto sommato pronto. I 247 CV si fanno sentire e permettono di muovere discretamente l’H7, che si dimostra, con quella che con tutta probabilità sarà una motorizzazione che in molti sceglieranno, attento alla clientela a cui fa riferimento. Di mezzo, ci sono anche misure generose per quanto riguarda gli pneumatici (255/60) ma con una spalla che permette comunque un buon comfort a bordo. Insomma, GWM ha letto i gusti degli europei e ha adattato il modello a ciò che i clienti “di qui” si aspetterebbero da un veicolo di questo genere.

Gli aiuti alla guida

GWM H7

Dimostrando anche una spiccata attenzione quando si parla di aiuti alla guida. Sia sulla Business, pensato specificatamente per le flotte, GWM offre un’unica versione possibile di H7, sia sulla Premium. arrivano già diciassette sensori che garantiscono una dotazione di 20 ADAS. Cinque telecamere, dodici radar, così da avere Cruise control adattivo, frenata d’emergenza anche agli incroci, avviso di superamento, mantenimento e centraggio corsia, riconoscimento della segnaletica, angolo cieco (con allerta per traffico laterale anteriore e posteriore), monitoraggio del conducente e anche qualche supporto in fuoristrada.

Interessante la videocamera a 540 gradi che rende lo chassis dell’H7 trasparente. Si tratta di un “trucco” del SUV cinese, che nel momento in cui registra il terreno con la telecamera anteriore, riesce a “immagazzinare” l’immagine per qualche secondo, mostrando quindi il terreno sottostante. Non è quindi un vero e proprio live, ma un gioco di prestigio molto utile per non dover far scendere il proprio passeggero a guardare cosa c’è sotto la macchina.

GWM H7: quanto costa?

GWM H7

37.000€, questo è il prezzo di partenza di GWM H7 con il 1.5 full hybrid da 247 CV. C’è il Business (disponibile a 41.450€ unicamente con il plug-in a due ruote motrici), pensato soprattutto per le flotte e privo di head up display, impianto audio a dieci altoparlanti, sedili anteriori elettrici, riscaldati e ventilati, illuminazione ambientale a 64 colori e tendine parasole posteriori, ma c’è soprattutto il Premium, che arriva a 39.500€ per il 2.0 turbo, mentre ne servono almeno 43.490€ per il plug-in Hi2 e 46.000€ per l’Hi4.

Pochissimi optional per l’allestimento ricco, su cui si può scegliere unicamente il colore esterno (con solamente il Bianco Ghiaccio senza sovrapprezzo) e interno (per cui invece non si deve aggiungere niente). Sulle versioni plug-in arriva la funzione Vehicle-to-load, ma sull’Hi2 arriva una promozione per il mese di ottobre, con l’H7 che è disponibile a partire da 29.900€ con permuta o rottamazione. Sette anni di garanzia, otto per la componente elettrica.

La prova di Luigi

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