Jeep, il Wrangler Switchback chiude il programma Twelve 4 Twelve

Jeep, il Wrangler Switchback chiude il programma Twelve 4 Twelve

Tasto stop, triplice fischio, almeno per Twelve 4 Twelve, il programma di Jeep che in un anno ha presentato dodici edizioni speciali di Wrangler (e derivate). La “ciliegina sulla torta” arriva dalla Switchback, chiudendo così le celebrazioni per gli l’85esimo anniversario del marchio americano. Disponibile sia nella variante a due porte sia in quella a quattro porte, l’ultimo arrivato della gamma si riconosce dai dettagli verde shock che si accoppiano e si mixano con i pannelli Sting-Gray e Gloss Black. Un contrasto che si ritrova anche dentro, dando così un’anima ben riconoscibile a questo ultimo capitolo.

Verde brillante

Jeep Wrangler Switchback

Uno scambio di pezzi fra due Wrangler di colori differenti, questa è la filosofia della Switchback, che richiama a sua volta all’idea originale di questa Jeep come di un kit di montaggio da doversi (quasi) assemblare da soli. Ed ecco perché sui pannelli porta di questa edizione speciale Sting-Gray e Gloss Black si alternano in una danza, la stessa vissuta durante l’assemblaggio della vettura: perché se le portiere vengono scambiate durante il regolare processo produttivo, il resto dei componenti viene sostituito nel centro di allestimento.

Così si arriva al prodotto finale: fra un cofano con prese d’aria verniciato Gloss Black o Sting-Gray con le portiere del colore opposto, con il contrasto della grafica con il numero 41, che riprende a sua volta il tetto, anch’esso di una o dell’altra tonalità. Quest’alternanza è rotta però dai dettagli Gecko che si ritrovano sulla griglia, sulle strisce e sui cerchi beadlock, che aggiungono così un colore shock allo Switchback. Per un pacchetto che si completa con loghi Jeep (e Trail Rated) e gancio traino neri.

Contrasti anche negli interni

Jeep Wrangler Switchback

Anche dentro Jeep ha voluto in qualche modo riprendere il contrasto degli esterni, pur in una forma più “tenue” rispetto al Gecko della carrozzeria, ripreso però dalle cuciture lime e perla che si vedono sui sedili rivestiti in pelle Nappa Global Black e sulla plancia. L’abbinamento fra nero e grigio si ritrova nel rivestimento Sea Salt del bracciolo, di parte dei pannelli porta e della console, ma non mancano anche i richiami alla Willys sul pomello del cambio e sulle bocchette.

L’ultima Twelve 4 Twelve accoglie ovviamente placchette identificative del modello vicino ai portabicchieri e soprattutto sul portellone posteriore, dove si trovano anche tutte le specifiche tecniche e i richiami a Detroit e a Toledo che raccontano la storia produttiva di quest’auto. Basata sul Rubicon X, la Switchback sarà ordinabile a partire da novembre: in America, ci vorranno 66.695$ (quasi 60.000€) per la versione a due porte, con il prezzo che sale a 69.995$ (oltre 62.500€) per il passo lungo.

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