Volvo, trimestre in rosso: taglia 2.500 posti di lavoro

Volvo, trimestre in rosso: taglia 2.500 posti di lavoro

Volvo taglierà 2.500 posizioni nel mondo, di cui 2.000 in Svezia. L’annuncio è arrivato insieme ai risultati del terzo trimestre 2026. I conti si chiudono con una perdita operativa di 3,7 miliardi di corone svedesi, ben oltre le stime negative del mercato. Ne emerge un 2026 più difficile del previsto.

Una perdita che grava sui risultati

Dodici mesi prima, nello stesso arco temporale, il gruppo aveva registrato un utile di 5,8 miliardi di corone. Stavolta il saldo è rosso: il deficit equivale a circa 333 milioni di euro, a fronte di quasi 522 milioni di profitto nel 2025.

Il quadro si fa ancora peggiore guardando al risultato totale. Considerando joint venture e componenti straordinarie, la perdita raggiunge 5,6 miliardi di corone. Nello stesso periodo di un anno fa, invece, il bilancio segnava un utile di 6,4 miliardi. Anche il fatturato arretra: 66,9 miliardi di corone, contro gli 86,4 del 2025.

A soffrire è pure la liquidità. Il free cash flow è negativo per 8,9 miliardi di corone. Un anno prima era pari a -4,3 miliardi.

Cina e Stati Uniti complicano la situazione di Volvo

Il settore automobilistico attraversa una fase complessa, e questo è noto. Per Volvo, però, le criticità principali hanno due fronti ben precisi: Cina e Stati Uniti.

Sul mercato cinese i marchi premium tradizionali devono fare i conti con la pressione dei costruttori locali. In più, i prezzi sono in calo. Il risultato è che i ricavi di Volvo in questa area sono diminuiti di quasi il 50% su base annua.

volvo ex60

Negli USA pesano invece i dazi e l’azzeramento degli incentivi per le auto elettriche. Entrambi hanno compresso i margini. A ciò si somma una svalutazione di 1,1 miliardi di corone sui crediti CAFE, connessa alle nuove regole americane.

L’Europa, al contrario, tiene. Qui il risultato rimane positivo, sostenuto anche dal buon andamento della nuova Volvo EX60. Tuttavia non basta a compensare quanto succede negli altri due mercati.

Il metodo dei tagli occupazionali

Il gruppo ha illustrato il percorso che intende seguire. Si comincerà con la conclusione dei contratti di consulenza. In seguito verranno il normale ricambio del personale e uscite incentivate mirate.

I benefici completi si vedranno entro la fine del 2027. A quel punto i costi indiretti saranno inferiori di quasi il 25% rispetto al 2024. Il programma comprende inoltre ulteriori risparmi per 5 miliardi di corone su spese indirette e costi variabili.

Non si tratta della prima riduzione. Nel 2025 Volvo aveva già annunciato 3.000 tagli, all’interno di un piano di risparmio da 18 miliardi di corone.

Il rilancio passa da 13 nuovi modelli

Volvo non intende rinunciare alla crescita. Sul tavolo c’è il piano di lanci più ampio della sua storia: 13 nuovi modelli entro la fine del 2030. Saranno progettati per Europa, Stati Uniti e Cina, con una produzione più vicina ai mercati di riferimento.

Già nel 2027 arriveranno tre novità, una destinata all’Europa e due pensate per la Cina. Il costruttore vuole anche concentrare l’attività su cinque impianti dedicati. In più sta valutando l’assemblaggio multimarca con Geely a Chengdu e a Gand.

Borsa sotto forte pressione

Durante la settimana il titolo ha segnato il minimo storico e da inizio anno ha ceduto il 54%. All’inizio di ottobre Volvo aveva già sospeso le indicazioni su vendite e flusso di cassa per l’intero esercizio.

L’amministratore delegato Håkan Samuelsson ha parlato di un trimestre molto deludente. Ha riconosciuto che l’anno si è rivelato molto più duro delle previsioni iniziali. Ora il confronto si sposta su costi e nuovi modelli.

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