Multe, autostrade e patente a 17 anni: le novità del Codice della Strada

Multe, autostrade e patente a 17 anni: le novità del Codice della Strada

Secondo Matteo Salvini era necessario un tavolo di confronto con gli operatori del settore per poter arrivare al nuovo Codice della Strada. Alla base, secondo il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, la necessità di una legge che vada realmente a vantaggio degli utenti. E venerdì sul sito del Ministero sono arrivate le anticipazioni di quello che potrebbe essere il futuro.

Enti più attenti e multe “sempre uguali”

CUDE

L’attenzione alle esigenze dell’utente passa innanzitutto da un approccio “diverso” a quelli che sono gli enti preposti a far rispettare il Codice della Strada. Per i Comuni scatta l’obbligo di aderire al CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo) in modo da tutelare ulteriormente le agevolazioni dei soggetti con disabilità. Nel caso di inottemperanza, si potrebbe arrivare alla disattivazione dei sistemi elettronici di controllo della sosta e delle ZTL.

Ma non solo. Il Codice della Strada dovrebbe ridefinire il sistema delle multe, creando una nuova proporzione fra la gravità e la sanzione. Si riducono gli incrementi in caso di pagamento difforme e, soprattutto, si ferma l’aumento automatico legato all’inflazione. Con il 70% dei proventi che dovrebbe essere reinvestito nella sicurezza stradale, andando direttamente all’ente proprietario della strada.

I veicoli stranieri e la circolazione in autostrada

Autostrada

Ma il nuovo Codice della Strada è anche pronto a ridefinire la mobilità, con la patente a 17 anni e con l’introduzione della circolazione per file parallele in autostrada, aprendo quindi alla possibilità di superare a destra. Più tutele per i motociclisti, che in caso di coda potrebbero anche utilizzare la corsia di emergenza e più obblighi per i cicli a propulsione, per cui si starebbe valutando l’obbligo di casco e contrassegno.

Una stretta arriva invece sui veicoli che circolano senza assicurazione, per cui si sta valutando l’introduzione del divieto di marcia digitale e, in caso di mancata regolarizzazione, il sequestro dei veicolo al primo controllo su strada, e sugli stranieri. Riscossione coattiva per il conducente che si trova in Italia con il veicolo con cui è stata commessa l’infrazione, oltre al recupero delle sanzioni non pagate entro cinque anni. Insomma, più tutele, ma anche più attenzione per il nuovo Codice della Strada.

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