Otto anni. Quando Stelvio e Giulia seguivano la maglia rosa per l’Italia, Stellantis non era ancora nata. Ma fu quella l’ultima volta di un marchio del gruppo Italo-francese al Giro. Testimone raccolto da Toyota, che con il suo Rav4 (e per un breve periodo, anche con l’Aygo) caratterizzerà il periodo 2019-2025. Ora il ciclismo italiano è pronto ad accogliere Citroën come auto ufficiale di tutti gli eventi marchiati RCS Sport. A partire dalle Strade Bianche, che sanciranno l’esordio della C5 Aircross. «La scelta di puntare sul ciclismo nasce da una profonda affinità: è uno degli sport più vicini alle persone e per questo in perfetta sintonia con il nostro brand» racconta Giovanni Falcone, Managing Director Citroën Italia.
SEMPRE SUV
Centodue anni di storia di Citroën in Italia. Nel 1924 veniva aperto il primo concessionario a Milano, in Via Gattamelata. Oggi lì c’è ancora il Double Chevron, ma c’è soprattutto la C5 Aircross. La scelta, come portacolori del Giro (e non solo) è ricaduta su di lei. SUV di dimensioni generose – oltre quattro metri e sessanta di lunghezza, per oltre uno e novanta di larghezza – e dal prezzo di listino di quasi 34 mila euro. Scelta – parzialmente – in controtendenza con quanto si è visto al Tour e alla Vuelta, dove continuano a prendersi la scena le Station Wagon. Ma si sa, è questa l’eterna domanda su cosa sia meglio: linee bassi e filanti, vetture alte dal design massiccio. Il ciclismo italiano si era già espresso in qualche modo. Con il RAV4 – e in parte la Stelvio – che avevano tracciato una linea che Stellantis ha deciso di seguire.
E come risponde Citroën ad atleti che possono raggiungere velocità massime in discesa di oltre cento chilometri orari? Con tutti e quattro i motori in gamma, messi a disposizione per RCS Sports. C’è la full hybrid da 145 cavalli, c’è la plug-in hybrid da oltre 220. 1.2 tre cilindri il primo, con il “famoso” Puretech, che con la terza generazione ha salutato la tristemente nota cinghia a bagno d’olio in favore di una più convenzionale catena di distribuzione. 1.6 quattro cilindri il secondo, con la potenza “dichiarata” che supera la soglia 200. Nessuna modifica tecnica rispetto al 195 cavalli finora in gamma, solo un diverso sistema di calcolo legato alle nuove normative Euro 7. Ma per il giro – e per la nuova C5 – ci sono anche le elettriche. In due versioni. La Confort Range da 73 KWh e circa 210 cavalli, con un’autonomia dichiarata di 520 chilometri in combinato. E la long Range. 230 cavalli e una batteria da 93 KWh, capace di percorrere – almeno nelle dichiarazioni – quasi settecento chilometri con una ricarica.
NON SOLO GIRO D’ITALIA
Prima di arrivare all’8 maggio le C5 Aircross che RCS Sport riceverà dalla casa francese – la prima è stata simbolicamente consegnata il 2 marzo presso la sede Stellantis di Via Plava – avranno già percorso circa 2000km accompagnando le due ruote in giro per l’Italia. Dalle Grandi Classiche alle già citate Strade Bianche. «La Partnership – commenta Antonella Bruno, Managing Director Stellantis Italia – ha un grande valore perchè riguarda eventi tra i più seguiti e radicati nel Paese, in assoluto e non solo fra le manifestazioni sportive».
Il tutto in un momento storico per il ciclismo italiano. «La Milano-Torino celebra un traguardo straordinario: 150 anni di storia che la rendono la Classica più antica del ciclismo mondiale. L’edizione 2026, con la conferma dell’arrivo a Superga, rafforza il forte legame tra questa corsa e i territori che l’hanno resa leggendaria» racconta Paolo Bellino, amministratore delegato e Direttore Generale di RCS Sports & Events.

