La nuovaBMW M3 elettrica sembra segnare il passaggio delle supersportive dell’Elica a un futuro diverso: più sostenibile, più attento a consumi ed emissioni, anche più potente. Sarà però allo stesso modo divertente? Chissà. In passato, il concetto di auto coinvolgente si sposava alla perfezione con il cambio manuale. Si pensi alla spasmodica ricerca delle M3 E46 e E90 coi tre pedali, si pensi a quanto l’M5 V10 senza il problematico SMG sia una chicca che in tanti vorrebbero avere in garage. Eppure, i tempi son cambiati: ora un sei marce rappresenta più un ostacolo che un’opportunità. Richiesta più bassa e costi di produzione più alti, perché i cavalli delle M di adesso si sposano alla perfezione con l’automatico. Ma, nonostante tutto, una fiamma di speranza rimane accesa.
Perché abbandonare i tre pedali?

«Non ha senso da un punto di vista ingegneristico», dichiarò Frank van Meel parlando del cambio manuale e della sua “sopravvivenza”. E, in effetti, non la ratio non è del tutto sbagliata: un automatico di oggi regge potenze di gran lunga maggiori, oltre a garantire consumi ed emissioni più basse e ad accoppiarsi al meglio con i vari sistemi di assistenza alla guida presenti sulle vetture moderne. Rinunciare ai tre pedali, per M, come per qualsiasi altro marchio, significa rinunciare a un“optional” che è limitante da un punto di vista progettuale e che al contempo risulta meno richiesto rispetto a qualche anno fa. Si alzano i costi di produzione, ma si alza anche il “malcontento” dei fornitori che si trovano costretti a mantenere in vita un prodotto che però non si sposa con l’economia di scala. E infine, c’è l’aspetto legislativo: se aumentano i consumi e le emissioni, aumenta anche il rischio di incorrere in sanzioni da parte della comunità europea, da sempre molto attenta al tema inquinamento. Qual è il senso, allora, di continuare a investire su qualcosa che, allo stato attuale, sembra essere solo un impedimento?
C’è ancora tempo

Questione di heritage? Questione di storia o divertimento? Più probabilmente, l’insieme delle cose. Ecco perché BMW crede ancora nel manuale. Lo ha confermato Sylvia Neubauer, Vice Presidente e responsabile clienti, vendite e brand di BMW M, affermando che si sta lavorando a una soluzione per mantenere in vita “il terzo pedale” nonostante il costante aumento di potenza dei propulsori della casa tedesca. Ma questa sensazione si conferma anche entrando in un concessionario: l’M2, pur con meno coppia rispetto alla gemella automatica (in modo da preservare la durabilità della trasmissione), rimane disponibile con il sei marce, così come l’M3 e l’M4. E se per la sedan ci si aspetta “vita breve”, nonostante anche con la prossima generazione si potrà ancora godere del sei cilindri in linea, le due coupé rimarranno ancora sui listini per un po’. E allora, godiamocele finché ci sono.

