La “M“, l’undicesima lettera dell’alfabeto, è per la famiglia BMW la traduzione di “sportività”. D’altronde, è l’abbreviazione di Motorsport, ma è soprattutto il racconto di una storia che sulla Serie 3 si è soprattutto legata ai motori sei cilindri. Un connubio che ha fatto la felicità di tantissimi appassionati, a partire dalla storica E30 fino ad arrivare alla G80: tanto controversa esteticamente, quanto divertente dal punto di vista dinamico. Ora però, sembra si sia arrivati a un punto di svolta: per la nuova generazione, la BMW M3 è pronta ad affiancare ad una più classica versione a benzina, un rivoluzionario modello totalmente elettrico. La base è quella della i3 e più in generale della filosofia Neue Klasse inaugurata dalla iX3: dai primi leak, si scorgono i passaruota allargati che già i muletti al Nurburgring avevano lasciato intravedere e un paraurti anteriore ridisegnato. La sostanza è quella di una vettura che, alimentata da quattro motori elettrici e circa 100 KWh di accumulatore, arriverà a sviluppare oltre 700 CV (anche se il powetrain ne reggerebbe circa 1.300).
Si può dire M3?

Pensare ad una “M” totalmente elettrica potrebbe far storcere il naso di molti appassionati, abituati a concepire una vettura elettrica in una forma molto lontana dal divertimento garantito dalle supersportive della casa bavarese. Eppure, nelle parole di Franciscus Van Meel, numero uno di BMW M, la filosofia dei nuovi modelli della divisione Motorsport dell’Elica era quella di fornire «una dinamica di guida in grado di entusiasmare, pronta per la pista ma perfettamente fruibile nell’uso quotidiano». Tradotto in dati, per la nuova M3 full electric si parla di 700 CV (circa 150 in più dell’attuale CS, nonostante comunque ci si aspetti un’auto più pesante, vista la presenza del pacco batterie), nonostante i quattro motori elettrici e la batteria da 100 KWh con architettura da 800 V gliene garantirebbero fino a 1.300. Trazione integrale, quando si vuole e si può, posteriore (scelta che permette ad esempio di aumentare di gran lunga l’autonomia durante i lunghi viaggi), e i Superbrains introdotti con la Neue Klasse BMW che dovrebbero permettere di controllare e coordinare al meglio i diversi sistemi installati sullla vettura. E il cambio, elemento fondamentale dell’esperienza BMW M3? Ovviamente, con il passaggio alla versione elettrificata, una vera e propria trasmissione non c’è. Eppure, la casa bavarese sta valutando di installare un sistema che simuli i cambi marcia, ricalcando così le orme della Hyundai IONIQ 5 N. Insomma, si sta facendo di tutto per accettare l’innovazione, senza però venir meno alla propria essenza.
Fianchi larghi e frontale aggressivo

Già all’inizio dell’anno erano state pubblicate alcune foto del muletto della nuova BMW M3. Da quelle prime immagini si erano riusciti a scorgere passaruota anteriori e posteriori molto larghi oltre al paraurti che abbandonava l’ampissima e altrettanto controversa calandra che si era vista nella G80. Ora, dalle prime foto spia emerse online, possiamo scorgere la familiarità della “supersedan” EV con la i3, da cui la sportiva riprende i gruppi ottici e il nuovo disegno del doppio rene che da sempre contraddistingue i modelli dell’Elica, in una sorta di ritorno alle origini.



Il paraurti anteriore sembra invece essere stato ridisegnato: a farsi notare è soprattutto l’inserto a diamante che taglia in due la grande bocca presente anche nella sua sorella “convenzionale” e le quattro luci diurne incastonate in altrettanti box ai lati della presa d’aria. Completano il look aggressivo della M la grossa feritoia sul cofano. Del posteriore, invece, ancora nessuna “traccia”, se non i pochi dettagli che si sono intravisti sotto la livrea “camo”: forme muscolose, oltre all’inserto che contiene il retronebbia e che rompe la linea del paraurti. Per altri dettagli, bisognerà attendere ancora un po’: l’i3 entrerà in produzione nell’estate del 2026, mentre la BMW iM3 vedrà la luce nel corso del 2027.
Foto: Bimmerpost

