Il K9K è uno dei motori più comuni della famiglia Renault. Introdotto all’inizio degli anni 2000, il 1.5 diesel ha motorizzato le piccole Twingo e Clio (ma anche Nissan Micra), le Megane, le Scenic, le Modus, i furgoni come NV250 e Kangoo, passando poi anche su Dacia e, in tempi più recenti, persino su Mercedes Classe A. Un propulsore di successo, che garantisce fino a 115 CV, ma che in pochi si sarebbero aspettati di vedere su un mezzo anfibio con ruote da 25 pollici, uscito direttamente da un universo post apocalittico. Eppure è così. Dall’Ucraina alla Florida c’è Atlas: quasi tre metri di altezza e un peso stimato di circa 2,5 tonnellate, serbatoio da cento litri e persino un sistema di gonfiaggio pneumatici controllabile direttamente dalla cabina. Forse non il mezzo che ti aspetteresti per le vie di Miami.
Pronto per la guerra (se si fosse raggiunta la riserva)

Certo, il K9K da 90 CV e 220 NM non rende l’Atlas il mezzo più veloce della Terra. Con una velocità massima di 60 km/h su asfalto, l’ATV ucraino non è pensato sicuramente per le drag racing. È in off road che dà il meglio di sé: lo aiutano i blocchi dei differenziali, i cerchi da 25 pollici e persino le quattro ruote sterzanti per un movimento “a granchio”. In questo modo Atlas riesce ad essere efficace anche in guadi molto profondi (anche se, in acqua, la velocità è di “soli” 7 km/h) e con il suo serbatoio da 100 litri garantisce una discreta autonomia. La “dotazione” la completa il cinque marce manuale, l’attivazione tramite bottone della pompa acqua e, ovviamente, la trazione integrale permanente.






Dentro è spartano, ma spazioso. Tre file di sedili e cinque posti, con tanto di specchietti retrovisori sostituiti dalle telecamere. La lontana parentela con Renault è riconoscibile dai pulsanti e dal pomello del cambio. C’è il climatizzatore, c’è persino il virtual cockpit. Luminoso? Non proprio, anche se di luce si deve parlare quando si guarda la vistosissima barra LED anteriore. Atlas è un veicolo assurdo, lo abbiamo già detto, ma è soprattutto il frutto di una piccolissima casa di produzione ucraina. Rarità, “utilità” e dubbia qualità sono probabilmente le concause del suo “fallimento” all’asta: 45 offerte hanno portato ai 120.000$, che tuttavia non soddisfano la riserva.
Gli altri ATV

Atlas è figlio di una progenie che parte da lontano, ma che per comprendere al meglio bisogna rintracciare in Russia. Nel 2016 Alexei Garagashyan portava alla luce lo Sherp, un ATV capace di superare guadi a una velocità di 6 km/h. Più leggero del suo fratello ucraino (soli 1300 kg), ma anche molto meno potente, lo Sherp era alimentato da un motore diesel Kubota capace di raggiungere i 45 km/h. Da San Pietroburgo al Minnesota, dai 45 CV del propulsore a gasolio agli oltre 500 dell’LS3 installato su TUT Titan. La risposta americana, ovviamente V8, sempre caratterizzata dalle dimensioni compatte, dalle ruote enormi (si parla di gomme da 68 pollici) e dalle doti inequivocabili off road: pendenze di 67° non sono un problema, come non sono un problema i quasi 130 km/h che il Titan riesce a raggiungere in autostrada.



Ma in questo speciale mercato, un posto di rilievo se lo prendono i canadesi con il Sasquatch XTX: abbandonate (in parte) le forme da scatolotto e abbracciate quelle di un pick-up, il mostro delle nevi con tanto di modalità di guida è motorizzato da un 1.8 diesel di derivazione Hyundai ed è considerato dalla GlobalMedic uno dei mezzi di soccorso più efficienti in circolazione. Affianco a lui c’è Zeal Motor: 2.2 Caterpillar e 526 mm di ground-clearance per un fat truck in cui, però, bisogna entrare dal tetto.

