JLR è in difficoltà, come già confermato e ribadito dalle scelte che l’azienda anglo-indiana si è trovata costretta a prendere, fra modelli rimandati e licenziamenti. I problemi sono tanti: fra questi ci sono i dazi imposti dall’amministrazione Trump, che colpiscono un brand che, a differenza di molti, non si era mosso d’anticipo per spostare parte della produzione negli USA. Una “mossa” che potrebbe arrivare adesso, con l’aiuto di Stellantis: perché è nelle fabbriche americane del gruppo italo-francese che dovrebbe partire la produzione di un nuovo pick-up Land Rover.
Dimostrazioni d’interesse

Nel corso dell’anno sono arrivate da più fronti conferme di quanto Stellantis e Jaguar-Land Rover stessero valutando una partnership. Una prima manifestazione d’interesse è arrivata dallo stesso CEO del gruppo italo-francese Antonio Filosa, che ha sottolineato come le due aziende fossero al tavolo delle consultazioni per un polo industriale negli USA destinato a un modello non ancora ben specificato.
Allo stesso tempo, Autoevolution riporta che il capo esecutivo di JLR Pathamadai Balachandran Balaji ha dichiarato che una collaborazione con Stellantis riuscirebbe a sostenere la crescita a medio-lungo termine del gruppo nel mercato americano e in quelli adiacenti. Con la “promessa” del direttore finanziario Richard Molyneux di un protocollo d’intesa redatto entro la fine del 2026. Il primo passo insieme? Forse il pick-up Defender.
Cosa ci si aspetta

Le ragioni sono due: da un lato c’è il memorandum d’intesa su cui dovrebbe essere basato il Defender pick-up, dall’altro la Chichen Tax che colpisce specificatamente questo tipo di vetture, per cui l’onere doganale passa dal 15% dei veicoli prodotti in Europa (un valore che JLR si trova già ad affrontare, visto lo stabilimento in Slovacchia) al 25%. Insomma, la scelta di spostare la produzione di questo modello in US sembra quasi “obbligata” e Stellantis può essere la risposta giusta: un’azienda che porta tre vetture di questo segmento e che produce già su suolo americano.
Su come si potrebbe sviluppare il Defender pick-up, rimangono dei dubbi: da un lato c’è la consapevolezza che basarsi su una vettura già esistente abbatte i costi di produzione di un nuovo modello (e, visto il momento storico di JLR, non è poco), dall’altro c’è l’idea che differenziarsi rispetto ai competitor sarebbe un plus. E questo discorso si applica sia per quanto riguarda il telaio, sia per quanto riguarda le motorizzazioni: in America Stellantis porta 2.0 quattro cilindri, oltre ai più “stelle e strisce” 6.2 e 6.4 V8, con la piattaforma inglese che invece offre i diesel, oltre ai sei e agli otto cilindri. Ritorno al passato, per l’azienda inglese, ma con un’attenzione sul presente.

