Jaguar-Land Rover, si prospettano 4.000 licenziamenti (soprattutto in UK)

Jaguar-Land Rover, si prospettano 4.000 licenziamenti (soprattutto in UK)

Da un lato c’è l’elettrificazione, il Range Rover GT, il Baby Defender e i nuovi progetti di Jaguar, dall’altro c’è la necessità di risparmiare, con l’obiettivo di recuperare quasi due miliardi di euro entro il prossimo biennio. E in questo senso va letta la scelta di JLR, che sarebbe pronta a licenziare (o ad accettare le dimissioni) circa 4.000 dipendenti, la maggior parte dei quali al momento inseriti nel quartiere generale in Regno Unito.

I problemi

JLR

Le difficoltà che sta affrontando JRL sono da leggere in più direzioni. Innanzitutto c’è la competizione con le case automobilistiche cinesi, che stanno lentamente conquistando i mercati europei con prezzi concorrenziali in tutti i segmenti. E se da un lato c’è la Cina che rappresenta un’opportunità, dall’altro c’è il problema dei dazi imposti da Donald Trump. E se i competitor si sono già attrezzati con stabilimenti su territorio americano, il gruppo di proprietà di Tata non l’ha fatto.

Ma non è tutto. C’è il tema della Brexit, che ancora tiene banco nonostante le fabbriche in Slovacchia, c’è anche il problema delle EV. Come evidenziato dall’ex direttore di BMW Ian Robertson ai canali della BBC, JRL «è arrivata tardi “alla festa” in termini di produzione della loro prima auto elettrica». E, infine, c’è l’attacco hacker che ha colpito il gruppo (che conta 43.000 dipendenti), costretto a fermarsi per oltre un mese.

Colpito il Regno Unito

Range Rover

Difficoltà che hanno spinto JRL a muoversi per cercare di risparmiare circa due miliardi di euro nei prossimi due anni. Come? Con interventi mirati sulla produzione (con lo stop allo sviluppo del Defender elettrico) e sul personale. Si parla di circa 4.000 tagli che avverranno nel corso dei prossimi mesi, la maggior parte dei quali si spera che arrivi dalle rinunce volontarie che potranno essere accettate entro il 4 ottobre.

Il CEO PB Balaji ha parlato di un processo che verrà gestito «per supportare tutti con attenzione, correttezza e rispetto», ma la situazione è comunque complicata. Il Segretario capo del Tesoro inglese, Emma Reynolds, ha dichiarato che «Il Ministero delle imprese sta lavorando a contatto con i vertici dell’azienda, ma anche con i sindacati più importanti».

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