Amedeo Gordini, una figura di riferimento per Renault. Un binomio nato con la Dauphine nel 1957 e proseguito negli anni. L’exploit più grande arriva con la 8, che con la versione preparata proprio dal mago riuscì a entrare nell’Olimpo delle auto sportive, grazie soprattutto alle sue partecipazioni ai rally. Blu con le strisce bianche, come le versioni che rendono omaggio al pilota franco-italiano e come la Concept elettrica presentata dalla Losanna. Una café racer trasferita nel mondo delle auto, che impreziosirà lo stand della casa francese a Parigi.
Fatto in casa

La 8 Gordini Concept vede la luce dopo un processo sviluppato totalmente in Renault. 300 bozze, da cui ne sono state selezionate solo alcune per consentire la creazione di un modello in scala 2:5. Da uno di questi è venuto fuori il progetto definitivo: 4,12 metri di lunghezza per 1,88 di larghezza, con un’altezza di soli 1,27 metri. Un coupé a due porte dalle dimensioni compatte, che si scontrano e armonizzano con i cerchi da 19 all’anteriore e da 20 al posteriore, ma che soprattutto si allontanano dall’originale Renault, che di porte ne aveva quattro. Ma che, come questa, era blu con le strisce bianche.






Eppure, la prima 8 si scorge nel frontale, con i classici fari tondi (anche se qui sono sei e non quattro) e il design a V. Certo, il concept elettrico è largo e muscoloso, ma in qualche modo rimanda all’originale: uno spirito “café racer“, come lo definisce Renault, che eredita l’idea di modernizzare veicoli d’epoca dal mondo delle moto e la applica sulla propria creazione. Che ritrova la vecchia modanatura cromata integrata nella lamiera, come anche la scritta “Gordini” con le stesse striature, l’emblema 8 diviso in altrettanti segmenti, così anche la forma dei passaruota e i retrovisori ad ogiva. Sopravvivono le griglie storiche alla base del parabrezza e sul posteriore, proprio come sulla vettura del 1964.
Vibes anche per gli interni

Coerenza, quella che la 8 Gordini Concept dimostra di avere. Accogliendo sul cruscotto una doppia striscia blu (e non bianca) che crea un filo conduttore fra fuori e dentro. Ancora amarcord, ma con uno sguardo sul presente. Stesse alette parasole trasversali, sotto cui si nota però un cruscotto orizzontale e una strumentazione circolare che vuole richiamare ai fari tondi del frontale. Zero plastica, solo alluminio, pelle e Alcantara, con pochi pulsanti, tanto blu ed essenzialità. Il logo originale di Renault viene celebrato, come anche i sedili sportivi che richiamano a quelli del passato.






C’è il velluto a coste, come si usava una volta, in accoppiata al nero del resto della seduta, mentre manca il più moderno carbonio. Sia chiaro, la 8 Gordini Concept è costruita proprio con questo materiale ultraleggero, che però non c’è dentro. E mentre qualcosa viene tolto, c’è altro di contemporaneo: l’ambient light sotto la plancia, i display che sostituiscono la più classica strumentazione. E ovviamente, il motore elettrico da 270 CV.

