GR4 Tributo, Michelotto e AC Motorsport portano la Ferrari 308 nel 2026

GR4 Tributo, Michelotto e AC Motorsport portano la Ferrari 308 nel 2026

Quando uscì nel ’75, la 308 si portava un’eredità pesante come quella della Dino: stesso stile da berlinetta gentlemen driver con un V8 (stavolta però da tre litri) in posizione centrale. In breve tempo, però, la matita di Pininfarina e la fama acquisita anche grazie a Magnum P.I. permisero a questa Ferrari di entrare nell’Olimpo delle vetture senza tempo del Cavallino. La gloria non finì con l’arrivo della 328 nel 1985; e oggi ci pensano AC Motorsport e Michelotto a celebrarla con la Gruppo 4 Tributo: sempre otto cilindri, 380 CV e meno di 1.000 kg sulla bilancia.

Passato e presente

Michelotto GR4 Tributo

AC Motorsport e Michelotto hanno pensato a qualcosa di molto lontano dalle ultime uscite di Ferrari: niente “supermodernità”, la Gruppo 4 Tributo costruisce intorno a un telaio tubolare in materiali compositi superleggeri un design classico, con muso basso e affilato, prese d’aria e trequarti che ricordano la 308, ma in una chiave più aggressiva. Allargamenti, luci a LED che si affiancano ai fari pop-up tipici del modello originale, oltre al posteriore più muscoloso con i “soliti” gruppi ottici circolari.

La Gruppo 4 Tributo incarna sì l’animo da restomod, ma in una chiave più “aggressiva”: lo conferma il diffusore in fibra di carbonio che incornicia i due scarichi circolari, lo ribadiscono i cerchi a stella con gomme Pirelli. E lo sottolineano anche gli interni “ridotti all’osso” in stile auto da corsa: plancia piatta con schermo davanti al guidatore, tasti fisici per le funzioni essenziali, volante a tre razze, cambio ad H con griglia a vista e sedili in fibra di carbonio.

Sempre V8

Michelotto GR4 Tributo

Niente elettrico, niente ibrido, la Gruppo 4 Tributo tiene fede alle proprie origini: sotto al cofano (posteriore) si nasconde un 3.4 V8 aspirato da 380 CV e 365 Nm di coppia, abbinato a un cambio manuale, ma soprattutto ai soli 950 kg che rendono la creazione di AC Motorsport e Michelotto 140 kg più leggera del modello originale.

Insomma, la cooperazione fra i due brand italiani ha portato a qualcosa di molto simile al modello originale; e d’altronde, non sarebbe potuto essere altrimenti, visto il ruolo di Michelotto nello sviluppo delle 308 GTB che hanno preso parte ad alcune edizioni del campionato del mondo di rally. Ora però rimane da capire se la Gruppo 4 Tributo troverà il suo spazio anche sulle strade: per ora, non è arrivata nessuna conferma sulla disponibilità (e sul prezzo) di questo restomod.

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