Geely, è in arrivo un modello pensato specificatamente per l’Europa?

Geely, è in arrivo un modello pensato specificatamente per l’Europa?

I gusti della gente, delle persone comuni, sono il fulcro per capire (e conquistare) un mercato. Lo sanno gli americani, i giapponesi, i coreani, che nel corso dei decenni hanno studiato e modificato i propri modelli per cercare di prendersi una fetta dell’Europa. E ora, la “palla passa” ai costruttori cinesi, che si stanno “adattando” alle richieste del Vecchio Continente: è il caso di Geely, degli aggiornamenti sulle vetture già in commercio, del Project KO11 e di un nuovo modello che sarà progettato e ingegnerizzato proprio per far breccia qui da noi.

Il Project KO11

Geely Project KO11

EX5 e Starray sono stati i primi passi del brand cinese sul mercato europeo, che nel Vecchio Continente continua l’offensiva anche con Volvo, Polestar e Lotus. E ora si pensa a Project KO11 (questo il nome scelto, per ora, per identificare questo nuovo modello) che riprenderà gran parte della tecnologia della Galaxy Cruiser 4×4 lanciata in Cina.

L’obiettivo è quindi simile a quanto raggiunto con l’alter-ego pensato per il mercato interno: meccanica della Eletre PHEV, ma adattata e rivista per rispondere alle esigenze di un pubblico più “fuoristradistico”, come confermano gli 800 mm di capacità di guado e dallo stile boxy da vera off-road. Un primo passo verso il successivo step: un «prodotto per l’Europa, che dall’Europa andrà poi in altri mercati», come raccontato ad Autocar da Dennis Weinel, direttore della definizione dei prodotti di Geely.

Nuova strategia

Geely Project KO11

Il KO11 si pone come prima mossa di una nuova strategia di Geely, che ha sentito il bisogno di rivedere il modo in cui i propri prodotti vengono adattati al nostro mercato. Ma un altro esempio Dennis Weiner lo dà a proposito del sistema Flyme: «Questo ha sempre più o meno condiviso lo stesso look e feeling con la Cina, qualcosa che non vogliamo avere in Europa. La seconda generazione si rivolgerà chiaramente alle esigenze di un cliente europeo».

E ciò si traduce anche in una revisione degli assistenti alla guida: o meglio, del loro suono, del volume dell’avviso e della logica di attivazione; un tema spesso oggetto di critiche e ora di revisione da parte della stessa Geely, che continua però a lavorare su questo nuovo modello tutto europeo. «Il libro era già stato scritto in una certa misura e abbiamo percorso l’ultimo miglio»: un nuovo design tutto milanese, che si inserisce così in un approccio vicino ad altri costruttori cinesi (si pensi alla BYD e alla Dolphin G prodotta in Ungheria) e in una strategia che punta a dieci modelli entro il 2030.

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