Quello dei Super-SUV è un mercato che ha radici profonde. È Porsche con Cayenne a dare inizio a una stirpe che dopo anni di dominio tedesco, vedrà l’intervento, fra gli altri, di brand come Lamborghini, Aston Martin e Ferrari. Lasciando fuori dalla partita McLaren, che si è sempre voluta concentrare sul fare (bene) le supercar. Nel 2025 la casa di Woking entra nel mondo delle elettriche con la start-up Forseven e ora i rumours si fanno sempre più forti sulla possibilità, da parte della casa inglese, di voler ampliare la line-up.
Il piano di IMAD

Dietro a qusto cambio di rotta c’è l’acquisizione del brand, passato dalle mani della CYVN Holdings a quelle del fondo d’investimento del governo di Abu Dhabi IMAD: se il primo si è concentrato sulla questione elettrica con ForSeven, i nuovi proprietari di McLaren hanno optato per un investimento da 500 milioni di sterline che dovrebbe essere utilizzato per un nuovo polo industriale in cui, con tutta probabilità, verrà prodotta anche una vettura tutta diversa da quelle a cui siamo abituati.
Come racconta il capo operativo Micheal Straughan ad Autocar, «c’è una mappa per i prossimi dieci anni che ci dà molta confidenza. Abbiamo un piano di crescita e delle prospettive di consegna su come possiamo arrivare dove vogliamo». Tradotto? Uno stabilimento tutto nuovo, sicuramente in Gran Bretagna, per far crescere quel dato che racconta di 2.000 vetture prodotte nel 2025. E per aprire così a circa 4.000 nuovi posti di lavoro, molti dei quali potrebbero arrivare dai dipendenti che saluteranno JLR nei prossimi mesi.
Maggiore indipendenza

Il tutto però cercando di rimanere autonomi, rendendosi ancor più indipendenti rispetto a prima. Perché da un lato c’è la volontà di non cercare partnership che possano portare la produzione in altri poli industriali (soprattutto perché i brand di nicchia hanno un “passo” diverso rispetto ai grandi gruppi), dall’altro c’è il desiderio di (ri)cominciare a prodursi in casa i motori, a quindici anni di distanza dalla MP4-12C. L’ibrido va allo stesso modo nel “mirino” della casa di Woking, che vuole così fare uno step ulteriore.
«Il motore di un’auto è probabilmente l’elemento più importante in termini di creare emozioni» e allora è ancora più importante che in una McLaren ci sia realmente un motore McLaren. La partnership con Ricardo, che al momento co-sviluppa e fornisce i V6 e i V8, è destinata a continuare, ma a concentrarsi su altri progetti. Si parla di due configurazioni simili a quelle attualmente in uso, ma costruite totalmente in casa. Come anche i cambi che equipaggeranno le prossime supercar inglesi.
Un nuovo SUV

Maggiori possibilità che si tradurranno in una differenziazione della gamma, che, come raccontato dallo stesso Straughan, non vedrà più «solo auto con motore posteriore e trazione posteriore». E la prima novità potrebbe essere un SUV, obiettivo per lungo inseguito dall’azienda di Woking e ora a un passo. Lo conferma la stessa McLaren, anche se al momento si possono solo fare delle ipotesi su quella che sarà l’auto. Si parla di ibrido sviluppato in casa e di lancio entro il 2030, con cellula in carbonio da vera supercar.
Sì, perché gli inglesi vorrebbero comunque rimanere più vicini a un’auto sportiva che a una di lusso, con l’idea che «se andassimo in quella direzione, saremmo i primi. E sarebbe incredibilmente speciale». Certo le difficoltà sono tante, sia dal punto di vista dei costi, sia dal punto di vista della riparabilità in caso di incidente, ma quella scelta sembra ormai vicina ad essere definitiva. O meglio, la più convincente, perché comunque si parla ancora di uno stadio evolutivo “acerbo” per quanto riguarda il SUV, che guarda con aspirazione al successo dei competitor pur nella consapevolezza di essere un brand ancor più di nicchia rispetto a loro.
Gran Turismo ed elettrico

E con il cambio di filosofia, si apre anche lo spiraglio per una McLaren con motore anteriore. Sia chiaro, lo zoccolo duro a motore centrale del brand continuerà a rimanere sui listini, ma con l’idea di diversificare un’auto più votata al lusso e più vicina all’idea di Gran Turismo (magari di ispirazione Bentley Continental) non è da scartare del tutto. Una possibilità che non è stata né smentita né confermata da Straughan, che ha comunque dichiarato che «una volta che hai messo il motore nella parte anteriore dell’auto, hai aperto altre opportunità».
Mentre rimane più lontana, anche se «inevitabile», un’auto elettrica, che dovrà però aspettare il momento giusto. Da un lato c’è Forseven, che stava sviluppando un SUV elettrico, dall’altro c’è IMAD, che possiede quote del brand di supercar EV Nio, da cui si potrebbe prendere la tecnologia. Il problema è che, al momento «la risposta del mercato alle EV in questo spazio non è fantastica». L’obiettivo, adesso, è un altro: creare una line-up che si sviluppi secondo tre direttrici. Supercar, SUV (e auto a motore centrale) e hypercar come la W1. Con qualche eccezione, come la McL 6 GT e il suo manuale, che con tutta probabilità rimarrà un vezzo di poche, pochissime vetture.

