Se si pensa a esclusività, si pensa anche a Bugatti. Fu la Veyron a lanciare il marchio francese nel XXI Secolo (battendo anche il record di velocità per un’auto stradale), sono la Chiron e la Bolide a portare avanti questa tradizione. A Molsheim, però, non basta mai. Perché per i clienti più esigenti (e più facoltosi) c’è il programma Solitaire. E dopo la Brouillard e l’FKP Hommage, arriva un’altra one-of-one: la Destrier.
Anima Bugatti

Un esemplare unico, un’espressione di esclusività che però vuole radicarsi nella storia del marchio. Destrier rende omaggio alla storia Bugatti, a partire dal colore. Il Sapphire Celeste con riflessi a diamante abbinato all’alluminio lucido che si riflette in alcune parti della carrozzeria vuole essere un richiamo alla 57SC Atlantic telaio 57591, originariamente blu, prima di essere riverniciata di nero dall’attuale proprietario. Una tonalità d’azzurro che si ritrova anche nella fibra di carbonio dello splitter anteriore e del diffusore.





Ma proprio alla 57G Tank e alla 57SC Atlantic la Destrier rende omaggio con una targhetta dedicata. Perché? Per Bugatti, il rapporto fra questa Solitaire e la Bolide da cui prende il telaio monoscocca in fibra di carobnio riflette proprio la storia di due delle auto più iconiche del marchio francese. È la tradizione di derivare da un unico polo due prodotti estremamente diversi, ma in grado di entrare allo stesso modo nel cuore degli appassionati.
Di rottura

C’è lo spazio della storia, sulla Destrier, ma c’è anche il tempo e il modo per guardare al futuro. Con un design che è attento al proprio passato, ma si rinnova. A partire dalla classica C che da sempre caratterizza la fiancata delle vetture di Molsheim e che qui viene sì riproposta, ma allo stesso tempo viene “rotta” all’altezza della ruota anteriore, per poi riprendere per raggiungere la griglia a ferro di cavallo. Più grande rispetto alla Bolide, ma dominante sul frontale come su ogni Bugatti che si rispetti. Dietro, invece, scarichi centrali e due fari sottili “apparecchiano” all’ala che richiama invece alla Chiron Profilèe.






Ma la Destrier stupisce soprattutto per le sue proporzioni. Alta un metro, con cerchi da 20 e da 21 pollici, rappresenta la Bugatti più bassa di sempre. L’abitacolo è incastonato fra i due passaruota anteriori, mentre al posteriore questa Solitaire si stringe, per poi ritornare larga e muscolosa. Una silhouette da puro concept, ma che qui viene trasferita su un modello che vedrà la luce e la strada.
Un’astronave da 1600 CV

Pelle e Nubuck in questo marrone Ambre Voyageur, fili di rame che corrono su tutta la cabina e cuciture a contrasto. L’interno della Destrier non cerca il motorsport (come invece fa la Bolide), quanto più un lusso estremo che passa anche dal tessuto tecnico che si ritrova su alcune superfici. Le scritte sui poggiatesta, le finiture lucide e la classica bandiera francese sono le punte di diamante di questi interni.






Dettagli da vera Solitaire (come il tappo dell’olio con il logo Destrier e la scritta 1/1), ma sotto il cofano, batte lo stesso cuore. La stessa scommessa vinta di Bugatti: W16 quadri-turbo da otto litri con 1600 CV. Presente e futuro del marchio, la nuova one-of-one sarà visibile dal vivo per la prima volta durante la Monterey Car Week che culminerà con il Concorso di Eleganza di Pebble Beach il prossimo 16 agosto.

