Dante ci mise quattordici anni a scrivere la Divina Commedia. A Michelangelo ne servirono quattro per la Cappella Sistina. A Rouven Mohr e al suo ristretto team(selezionato dal CEO Gernot Döllner in persona) è bastato un anno e mezzo, anche se le caratteristiche dell’Audi Nuvolari assumono comunque i contorni di un capolavoro: design che l’avvicina alla R8 e alle Lamborghini, ma che nel complesso assume forme tutte sue. 1.001 CV garantiti dal V8 biturbo e dai tre motori elettrici, carrozzeria in fibra di carbonio e telaio in alluminio. La cosa più bella? È destinata alla produzione. 499 esemplari, al prezzo di circa 600.000€.
Tutta un’altra storia

Con i titoli di coda (almeno per ora) sulla storia della R8, qualcuno potrebbe pensare Audi abbia già svelato la sua erede designata. Nella realtà dei fatti, si tratta di due progetti molto lontani, accomunati forse solo dal fatto che il concept presentato sia di fatto identico al modello entrato poi in produzione. La Nuvolari è, per dirla in una parola, estrema. Troppo “esagerata”, troppo tutto, per essere accomunata alla supercar dei Quattro Anelli.
Perché la Nuvolari è un’auto senza compromessi, una vettura costruita seguendo la filosofia di “tirare fuori il più bel prodotto possibile”, anche nell’ottica di rilanciare Audi fra i marchi top in un momento particolare per la casa di Ingolstadt, che sta affrontando il campionato di Formula Uno e che ora può e deve permettersi la vetrina che una hypercar ti può garantire. E con lei, sembra aver fatto centro.
Aerodinamica folle, motore anche

Linee pulite, che ricordano in qualche modol e Lamborghini (visti i due monoliti che dominano il posteriore) e che sembrano disegnate dal vento. Anche perché proprio sull’aerodinamica si sono concentrati “parecchio” i tecnici di Audi, con soluzioni tecniche incredibili. A partire dai listelli della griglia e dall’S-Duct, la grande presa d’aria che “taglia” il cofano anteriore e che mira ad aumentare il carico, ridurre il drag ad alte velocità e persino a raffreddare il motore.
E anche sul posteriore, si è fatto un “piccolo miracolo“. Tanto per ereditare il dettaglio alla Sant’Agata Bolognese, per cui si sono rese necessarie le grandi aperture sulle portiere; quanto per eliminare il ducktail, con una progettazione del portellone attentissima, che ha permesso al team di Mohr di optare per un’ala posteriore retrattile. Su cui si apre, necessariamente, un capitolo a parte. Da un lato, per le sue funzionalità, che le permettono di agire su tre configurazioni: Closed, Low Downforce e High Downforce, dove si arriva a oltre 400 KG di carico aerodinamico. Dall’altro, per il dettaglio del logo Audi, in metallo, ma realizzato perfettamente a filo carrozzeria, in modo da guadagnare un 5% in termini di aerodinamica.




E il motore? A muovere la Nuvolari c’è un V8 biturbo aiutato da tre motori elettrici a flusso assiale (e batteria da 7,3 KWh), per una potenza complessiva di 1.001 CV. Una Temerario sotto steroidi, in grado di coprire lo 0-100 in 2,6 secondi e lo 0-200 in circa 6,8, per una velocità massima di oltre 350 Km/h. In breve, l’Audi più veloce di sempre.
Curva fortissimo, frena benissimo

È chiaro, la Nuvolari ha tutte le caratteristiche per definirsi un aereo. Ma Audi non si è voluta fermare qui, volendo anche perseguire un altro obiettivo: quello del puro piacere di guida. Ed è per questo che a Ingolstadt si è pensato a un nuovo sistema Quattro che, sfruttando una marea di sensori e prendendo in esame parametri che vanno dall’angolo di sterzo all’accelerazione, fino all’imbardata, potesse prevedere una perdita di aderenza piuttosto che correggerla. E a questo obiettivo, “collaborano” tutti. Dai motori elettrici con le funzioni di torque vectoring, fino ai freni e all’aerodinamica attiva. Anche se ci si basa sempre su ciò che il pilota vuole sentire in quel momento.
Quattro modalità per la guida stradale, altrettante con la Track Mode. Cosicché si possa ottenere dalla Nuvolari esattamente ciò che si desidera. Quando si indossa il casco, si può scegliere fra Wet, Dry, Race, arrivando a Traction Control Off. Quando ci si toglie la tuta da gara, si può selezionare fra E-Hybrid, che privilegia la guida in elettrico, Balanced, per un giusto compromesso, Dynamic e Dynamic+, che settano la risposta del motore e, soprattutto, di tutto il sistema di trazione.
E per un’auto così, serve anche un impianto frenante all’altezza. E in Audi non ci si è “tirati indietro”: dieci pompanti e dischi carboceramici, con tanto di sistema brake-by-wire per massimizzare il recupero dell’energia. Ma anche “nell’efficienza”, la Nuvolari punta sempre e comunque al piacere di guida. Ed ecco perché la frenata elettrica (attiva fino a 0,3 g) non solo ricarica la batteria, ma soprattutto consente di ridurre l’affaticamento dei freni.
Materiali al top

Esagerata? Sì, forse. E la Nuvolari lo vuole confermare anche negli interni. Super minimal, con un grande schermo centrale e pochissimi tasti sulla plancia (con un feeling che è necessariamente, driver oriented), ma soprattutto con un’attenzione maniacale al dettaglio. A partire dalla scelta dei materiali (si pensi solo che alle bocchette in alluminio, ma anche ai sedili in carbonio) fino ad arrivare al richiamo cromatico all’Auto Union Type C.

Ed è vero, su un’auto prodotta in serie limitatissima, con un prezzo esorbitante, è più “facile”. Però, dalle parole dei vertici di Audi, la qualità costruttiva proposta sulla Nuvolari vuole diventare modello di riferimento anche per le auto “per il popolo”. Intanto, però, ci si gode un capolavoro.
Audi Nuvolari: il prezzo

No, per ora non c’è sul configuratore Audi e probabilmente non arriverà mai. La Nuvolari sarà ordinabile a partire dalla fine del 2026, con le prime vetture destinate a essere consegnate nel 2027. Solamente 499 esemplari verranno prodotti, con un prezzo che si dovrebbe aggirare sui 600.000€. Folle? Come la macchina, d’altronde.

