Milioni di famiglie in Italia potrebbero rimanere escluse dal registro elettronico della scuola. A partire da questo settembre, l’accesso sarà possibile soltanto con SPID oppure CIE. Le vecchie credenziali fornite dalle segreterie non sono più sufficienti. Il cambiamento interessa circa 7,7 milioni di studenti e 15 milioni di genitori. Anche il personale scolastico, inclusi i docenti, deve adeguarsi.
Cosa stabilisce la nuova disposizione
L’obbligo deriva dall’articolo 51 della Legge 182/2025, il cosiddetto DDL Semplificazioni. Il provvedimento interviene sull’articolo 7, comma 31, del Decreto Legge 95/2012. Il criterio è chiaro: per entrare nei servizi online della Pubblica Amministrazione serve una identità digitale certificata. Il registro elettronico, che per anni si poteva raggiungere con user e password, non rappresenta più un’eccezione.
Sul piano formale la norma è in vigore da gennaio 2026. Tuttavia, molte scuole hanno rinviato l’adeguamento fino alla conclusione dell’anno scolastico. Ne deriva un avvio del 2026/2027 caratterizzato da molte incertezze per famiglie e istituti.
Chi può ancora entrare in autonomia
Le regole cambiano anche per quanto riguarda i soggetti abilitati alla consultazione del registro. Nelle elementari e nelle medie, l’accesso resta consentito soltanto ai genitori o a chi esercita la responsabilità genitoriale. Di conseguenza, gli studenti fino alla terza media non possono più vedere da soli voti e note.
Alle scuole superiori, invece, il quadro rimane differente. Gli studenti minorenni possono continuare ad accedere in autonomia. È però necessario disporre di una identità digitale adatta alla loro età, ad esempio lo SPID minori.
SPID a pagamento, CIE gratuita ma più articolata
Il punto più delicato per le famiglie è proprio questo. Alcuni provider hanno introdotto un costo per il rilascio dello SPID. Poste Italiane, che gestisce circa 28,7 milioni di utenti, applica da gennaio un canone annuo di 6 euro. Così, un servizio che fino a poco tempo fa era gratuito diventa oneroso per molti.
Resta disponibile la Carta d’Identità Elettronica, che non comporta spese aggiuntive. Però l’attivazione dell’identità digitale collegata alla CIE richiede un passaggio in più. Occorre infatti configurare l’app IO oppure un lettore NFC compatibile. Si tratta di un’operazione che molti genitori non hanno ancora portato a termine.
Il rischio di confusione nelle scuole
La normativa non impone agli istituti di avvisare singolarmente ogni famiglia del cambiamento. Per questo la comunicazione è risultata discontinua e spesso è arrivata a ridosso del ritorno in aula. Così, diverse famiglie si sono ritrovate a settembre senza credenziali valide.
Le associazioni dei dirigenti scolastici indicano anche un problema ulteriore. L’obbligo di SPID o CIE rischia di trasformare in costo un servizio che finora era gratuito. È una preoccupazione condivisa anche da chi gestisce ogni giorno i rapporti con le famiglie.
Il registro elettronico resta l’unico canale ufficiale per assenze, voti e comunicazioni della scuola. Per questo, attivare in tempo SPID o CIE è ormai essenziale. Chi non l’ha ancora fatto rischia di restare fuori dalle comunicazioni scolastiche più rilevanti.
Fonte: Corriere della Sera
[Immagine di copertina realizzata con AI]

