Cupra Terramar rappresenta l’ultimo passo di una strategia di successo del brand spagnolo che fa crescere verso l’alto la famiglia. Si tratta infatti del primo SUV della Casa del Tribale e si propone come la nuova ammiraglia. Su questo modello Cupra ha portato tutti i suoi tratti distintivi ma lo ha fatto con estrema linearità e discrezione senza stravolgere le linee che negli anni hanno riscosso un grande successo.
Design esterno

Il ruolo di “crossover sportivo” nella famiglia è già occupato dalla blasonata Formentor, quindi Terramar cresce nelle dimnensioni: 4,52 metri di lunghezza, 1,86 metri di larghezza, 1,58 metri di altezza e un passo di 2,68 metri.
Il design segue il linguaggio stilistico più recente di Cupra. Il frontale è dominato dai fari Matrix LED HD con firma luminosa a tre triangoli, che conferisce una grande familiarità sia di giorno che di notte. Il cofano adotta il cosiddetto “shark nose”, creando un piccolo gradino sul frontale che, oltre a permettere un migliore passaggio dell’aria, contribuisce a dare più carattere al muso.





Lateralmente, a slanciare il corpo vettura, si trovano ampi cerchi in lega da 20 pollici e venature scolpite nel profilo che enfatizzano il carattere sportivo. Apprezzo anche la scelta dei passaruota in tinta carrozzeria, che evitano le classiche plastiche grezze e rendono il profilo più elegante e compatto.
Al posteriore spicca invece il classico fascione LED a tutta larghezza, con il logo Cupra retroilluminato al centro: un dettaglio scenografico che di notte rende la Terramar da subito riconoscibile.
Interni

Internamente la Cupra Terramar vuole innalzare ulteriormente il livello in gamma e lo fa partendo dai piccoli dettagli. La plancia, come ormai tradizione del brand, è dominata dal grande schermo centrale per la gestione del sistema infotainment da 12,9″, affiancato dalla strumentazione digitale e personalizzabile e da un display head-up che proietta le informazioni di marcia nel campo visivo del conducente.
Il volante rimane il solito tre razze con tasti fisici e finiture ramate, oltre ai due pulsanti rotondi per la gestione delle modalità di guida e, ovviamente, per l’accensione del veicolo. Il tunnel centrale differisce dal resto della gamma Cupra per un maggiore spazio, ottenuto anche grazie allo spostamento del selettore del cambio dietro al piantone dello sterzo, e un largo utilizzo di materiali di pregio che enfatizza la sensazione di alta qualità.





Ho apprezzato veramente tanto i sedili con logo Cupra integrato nel poggiatesta: molto ben rifiniti, comodi, ma anche capaci di tenere saldo il conducente nelle situazioni di guida più “sportiva”. La cura ai materiali non viene trascurata nel cruscotto e nei pannelli porta dove, tra l’altro, figura l’illuminazione ambientale molto scenografica.
Lo spazio a bordo è generoso, anche ai sedili posteriori. La seconda fila di posti, scorrevole e frazionabile 40:20:40, permette di avere un largo spazio per le gambe ed usufruire dei servizi come clima e prese di ricarica USB-c. Spazio sì, ma rispetto alla versione mild-hybrid, la plug-in paga la presenza della batteria da 19,7 kWh nel bagagliaio: si parte da 400 litri, che diventano 490 litri facendo scorrere al massimo in avanti la seconda fila di posti.
Prova su strada

Alla guida della Cupra Terramar plug-in hybrid si percepisce da subito un abitacolo ampio, curato nei materiali e progettato per offrire un perfetto equilibrio tra comfort e sportività per i viaggi quotidiani.
Il sistema ibrido combina un motore elettrico, alimentato dalla batteria da 19,7 kWh, ad un 1.5 TSI quattro cilindri, per una potenza complessiva di 204 CV e 350 Nm di coppia. Questa configurazione prevede trazione anteriore e cambio automatico DSG a 6 rapporti, puntando su un buon equilibrio tra efficienza e fluidità di marcia.
Sul fronte della ricarica non ci sono sorprese: in corrente continua si arriva a 50 kW, per un passaggio dal 10% all’80% in circa 26 minuti, mentre in corrente alternata a 11 kW lo stesso ciclo viene concluso in circa 2 ore e mezza.

La posizione di guida trasmette sin da subito una grande confidenza con un buon posizionamento dietro al volante, una seduta rialzata e un’ottima percezione degli ingombri della carrozzeria. La visibilità non viene penalizzata e, nonostante non sia un amante del satellite dietro al volante per la gestione del cambio, l’ho trovato moltopratico in manovra.
Dal punto di vista prettamente dinamico la nuova Cupra Terramar si fa apprezzare per uno spunto piacevole in accelerazione una volta esercitata pressione sul pedale dell’acceleratore, il lavoro dell’unità elettrica aiuta molto la controparte termica e la risposta è sempre piuttosto brillante. Rimandato a settembre il feedback restituito dall’impianto frenante che, nonostante sia correttamente dimensionato e ben funzionante, al pedale, risulta leggermente spugnoso e poco modulabile, non allineato a risposte molto precise nella gamma del brand spagnolo.
L’assetto, come da tradizione, è tendenzialmente rigido e ben attaccato all’asfalto ma, nonostante i cerchi da 20″, sorprenderà sapere che le asperità del manto stradale vengono assorbite piuttosto bene senza portare in abitacolo scossoni o rumori. Lo sterzo progressivo dà un bel senso di controllo nonostante le dimensioni imponenti della vettura e, anche se da amante del brand non l’ho trovato affilato quanto mi aspettassi, ho apprezzato la sua precisione in manovra e le traiettorie precise che a portare avanti.

Le prestazioni sono da SUV che di certo non vuole rimanere a guardare le concorrenti: lo 0-100 km/h viene coperto in 8,3 secondi e la velocità di punta è fissata a 205 km/h. La cosa interessante è che, nonostante dimensioni maggiorate e qualche analogia con le “sorelle” dell’universo Volkswagen, Cupra continua a proporre la sua idea di guida e la propria esperienza per conducente e passeggeri.
Una volta scaricata la batteria la vettura si comporta come un vero full-hybrid e, a dire la verità, lo fa anche piuttosto bene, con passaggi fluidi e delicati da elettrico a ibrido.
Angolo Lumos: la tecnologia di illuminazione della Cupra Terramar

I fari della Cupra Terramar rappresentano un concentrato di tecnologia avanzata e design distintivo, grazie al sistema Matrix LED Ultra ad alta definizione con fino a 25.000 pixel, in grado di modulare il fascio luminoso con estrema precisione e valorizzare l’iconica firma a tre triangoli del brand. Gli abbaglianti intelligenti antiabbagliamento regolano automaticamente la luce in base al traffico, oscurando selettivamente solo le aree occupate da altri veicoli e garantendo sempre la massima visibilità senza disturbare gli altri utenti della strada.
A questo si aggiunge l’illuminazione adattiva degli anabbaglianti, che segue l’andamento della carreggiata, migliora la definizione della corsia e supporta il conducente anche nei cambi di direzione o nelle situazioni più complesse, contribuendo a una guida notturna più sicura e intuitiva. La luce diventa inoltre un vero strumento di comunicazione, con proiezioni e segnali visivi che assistono il conducente, evidenziano gli ingombri del veicolo e segnalano potenziali rischi, mentre le animazioni luminose di benvenuto completano un’esperienza che unisce innovazione, sicurezza ed emozione, elevanto i gruppi ottici ad elemento centrale dell’identità e della tecnologia del brand.
Tecnologia e adas

Nulla da dire sulla tecnologia al servizio del conducente: la suite di ADAS è completa e molto ben funzionante. Spicca una cura particolare al centraggio nella corsia che viene effettuato con estrema precisione senza mai essere invasivo, molto bene il riconoscimento dei cartelli stradali e, fiore all’occhiello, il cruise control adattivo che non solo è molto pratico nel suo funzionamento, ma lavora con grandissima accuratezza in tutte le condizioni.
Consumi

Per quanto riguarda i consumi, la nuova Cupra Terramar plug-in hybrid da 204 CV mi ha stupito, segnando dati positivi in un utilizzo estremamente diversificato come è stato quello dei 940 km della mia prova. Con la batteria da 19,7 kWh si possono percorrere in modalità 100% elettrica, se si ha veramente il piede “fatato”, anche più di 100 km, specialmente nell’utilizzo urbano.
Con l’accumulatore carico l’unità elettrica ha un ruolo attivo nella dinamica di guida e nell’abbattimento dei consumi, facendo segnare un dato nel ciclo misto tra i 5,2 e i 5,4 l/100 km ma, va sottolineato, con una guida parsimoniosa e “più lineare”, si possono ottenere anhe dati migliori.
A batteria scarica i consumi salgono, ma non in maniera trascendentale: Cupra Terramar in questo caso lavora come un full-hybrid e riesce a far registrare un consumo medio di 6,8 l/100km; interessante se si considerano scenari estremamente diversificati nei quali ho impiegato questa vettura.
Cupra Terramar: quanto costa?

Cupra Terramar attacca nella sua motorizzazione di ingresso 1.5 mild-hybrid ad un prezzo di 43.650€. Una cifra che sale a 48.700€ nella motorizzazione oggetto della nostra prova ma, aggiungendo qualche optional come nel caso della vettura provata, si toccano comodamente i 53.000€. Una cifra considerevole, questo è certo, ma riflette il grande quantitativo tecnico offerto dalla Casa spagnola con una dinamica di guida estremamente distintiva.

