Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta rivedendo ancora una volta il Codice della Strada. Tra le novità allo studio c’è un obbligo che riguarderà milioni di automobilisti. Parliamo della PEC, la posta elettronica certificata, che potrebbe diventare indispensabile. Senza, addio revisione periodica e passaggio di proprietà del veicolo.
Il testo è in consultazione pubblica fino al 13 settembre. Ne avevamo già parlato a proposito della possibile patente a 17 anni, un’altra delle modifiche allo studio.
Cosa prevede la proposta
Se la modifica passasse, chi possiede un’auto o una moto immatricolata in Italia dovrà avere una PEC. L’indirizzo andrà registrato nell’Inad, l’Indice nazionale dei domicili digitali.
Sembra un dettaglio burocratico, ma non lo è affatto. Molti automobilisti, infatti, oggi non possiedono ancora una casella di posta certificata.
Chi compra un’auto nuova dovrà attivarla subito
Per chi acquista un veicolo nuovo, l’obbligo scatterebbe immediatamente. Senza PEC, niente carta di circolazione e niente targa.
L’indirizzo certificato entrerà quindi tra i documenti richiesti dal concessionario. Sarà necessario al momento della firma del contratto d’acquisto.
Per le auto già in circolazione l’obbligo sarà graduale
Chi possiede già un veicolo non dovrà correre subito ad attivare una PEC. L’obbligo scatterà solo quando servirà per specifiche operazioni burocratiche, ovvero:
- revisione periodica
- aggiornamento della carta di circolazione
- trasferimento di proprietà
- nazionalizzazione
- reimmatricolazione
Fino a quel momento, insomma, si potrà tirare un sospiro di sollievo.
Obbligo anche per le auto immatricolate all’estero
La regola riguarderà pure i veicoli immatricolati fuori dall’Italia. Ma solo se nella disponibilità di persone che risiedono nel nostro Paese. Per iscriversi al Reve, il Registro dei veicoli esteri, servirà comunque la PEC.
Il domicilio digitale dovrà restare sempre attivo
Un aspetto cruciale riguarda la durata dell’obbligo. La PEC dovrà rimanere attiva per tutto il periodo di proprietà dell’auto. Non basterà attivarla solo per la revisione o il passaggio di proprietà.
Si potrà cambiare provider o indirizzo, ma mai lasciarla scadere. Resta da capire chi controllerà davvero questo obbligo nel tempo. Non è ancora chiaro cosa succederà a chi disattiva la propria PEC.
Va ricordato che una casella di posta certificata ha un costo annuale. In media si parla di una cifra tra i 5 e i 15 euro.
Cosa fare da qui a settembre
La consultazione pubblica resta aperta fino al 13 settembre 2026. In questa fase è ancora possibile intervenire e proporre modifiche al testo.
Chi non possiede ancora una PEC può comunque iniziare a informarsi per tempo. Attivarla oggi, del resto, costa poco e richiede pochi minuti online. Meglio arrivare preparati piuttosto che scoprire l’obbligo davanti allo sportello.
[Immagine di copertina realizzata con AI]

