Giugiaro era e resta uno di quei (pochi) nomi che con la loro matita hanno saputo definire uno stile e un’epoca intera. Il mondo dell’automotive passa necessariamente dalle grandi creazioni di Giorgetto, padre di Golf, Panda, o delle mitiche BMW M1 e Lotus Esprit, fondatore di Italdesign e, in tempi più recenti, anche di GFG Style; ed è proprio da qui che nasce Peralta D, presentata dal figlio Fabrizio al Pastejé Automotive Invitational 2026.
Il design

Il nome è un chiaro riferimento all’omonimo imprenditore Carlos Peralta, che dopo la S (dedicata ai figli, “sons”) ha commissionato a GFG Style anche la D (in onore delle figlie, “daughters”). E come per la prima one-off del collezionista messicano, l’ispirazione è il “monolito” e un unico metallo puro: allora fu l’alluminio, stavolta è il rame battuto interamente a mano. La meccanica è quella di una Maserati GranTurismo, ma la carrozzeria dallo stile teso e geometrico con una linea di cintura altissima è sviluppata su una struttura in carbonio, lo stesso che si ritrova sparso qui e là sulla carrozzeria.






Qui si è trovato spazio per una conformazione 2+2, per un frontale puntato in avanti, con due strisce a LED che corrono davanti e dietro. Griglie geometriche a rombi realizzate dal pieno nascondono le luci di servizio, ma ciò che colpisce soprattutto è l’apertura delle portiere “dome” a movimento unico, come sulla Peralta S. E per i passeggeri posteriori arrivano ali di gabbiano senza struttura sottostante, come sulla De Tomaso Mangusta del 1967 di Giorgetto Giugiaro. Interessante anche il trattamento riservato ai vetri specchiati, che riproducono il metallo, e interessante è anche il design retrofuturistico anni ’70 dei cerchi nero antracite.
Gli interni

Il colore che caratterizza la carrozzeria si ritrova anche negli interni della Peralta D: la plancia, i sedili e i pannelli sono infatti rivestiti di una pelle con effetto metallizzato e arricchiti da inserti in Alcantara e, soprattutto, da cuciture con veri fili di rame. Un elemento che garantisce continuità (e fusione) fra interno ed esterno, nei colori e nella texture generale.




GFG Style ha pero anche lavorato sulla simmetria dell’abitacolo della Peralta D: la plancia infatti trova a sinistra il virtual cockpit con tutte le informazioni essenziali per il guidatore e a destra un monitor che diventa specchio e vari vani dedicati ai cosmetici, in modo da creare una vera e propria postazione da trucco. Esclusività è la parola d’ordine della Gran Turismo italiana, ribadita anche dal tunnel centrale con frigo a scomparsa e quattro calici in rame.

