Le 5 domande fondamentali quando si compra un’auto usata

Le 5 domande fondamentali quando si compra un’auto usata

Il giorno del ritiro è sempre magico. Ti siedi sulla tua auto, assapori la novità. Che sia nuova o usata, è un momento che ricordi, ma che ogni tanto finisce per essere un momento di luce in un percorso “accidentato”. Perché magari hai scelto la macchina sbagliata per le tue esigenze, o perché quell’esemplare si è dimostrato lontano, molto lontano, da come ti era stato descritto.

Praticità, utilizzo, ma anche affidabilità non raggiungono le tue aspettative, e così ne cerchi un’altra. Il rischio, però, è sempre dietro l’angolo. E allora, come ci si comporta quando si compra un veicolo con qualche anno sulle spalle? Secondo noi, la strategia passa da cinque domande fondamentali.

A cosa mi serve (davvero)?

Ford Ranger

Sembra una domanda banale, che ci si può porre anche quando si entra in concessionario e si guardano le ultime uscite, ma nel caso di una vettura usata questo interrogativo può cambiare radicalmente il mio modo di pormi verso quel particolare esemplare. Per capire se è quello giusto, perché magari nell’economia complessiva ci sono aspetti che non mi aiutano ma che finiscono per alzare il prezzo d’acquisto.

Ad esempio, un veicolo che si pianifica di usare tutti i giorni, di lasciare parcheggiato in strada, non potrà rimanere perfetto di carrozzeria per sempre. E allora, forse, avrebbe più senso puntare su un’auto con qualche difetto estetico, ma con pochi chilometri e con una corretta manutenzione eseguita. Il primo abbassa il valore, il secondo e il terzo lo riportano su. Ma nell’economia del tutto ti “aggiudichi” l’auto più adatta a te. Perché è chiaro che l’esemplare perfetto non esiste (e se c’è, spesso e volentieri costa troppo). E allora bisogna sempre trovare un bilanciamento fra stato d’uso, utilizzo e prezzo.

Come si presenta l’auto?

Graffio

L’apparenza non è tutto, sia chiaro, ma già da una prima occhiata si possono capire tante cose sulla vita che avrà vissuto l’esemplare che si sta visionando. Sporca, pulita, con gli interni perfetti o sgualciti. Ad esempio, guardando allo stato della vernice e dei fari si può capire già qualcosa: la ruggine, certo, è un problema, come anche pannelli non ben allineati che possono nascondere sorprese. Ma anche una banalità le plastiche dei fanali cotte dal sole può comunque essere una spesa. E qui non si parla solo di “puro” aspetto, ma di funzionalità della vettura.

Un discorso simile va fatto anche dentro. Quanto tempo passerò in quest’auto? Se la risposta è tanto (e spesso e volentieri, si spera che sia così), allora si spera di trovare un interno ben tenuto. Niente strappi sul sedile, niente usura estrema del volante e del pomello del cambio. E anche le plastiche, meglio controllare che siano in buono stato. L’effetto di un soft touch rovinato non è gradevole, come tutti gli scricchiolii che, soprattutto con auto “anziane” possono venire fuori. Tutto va rapportato ai chilometri, che non sono però l’unica discriminante per valutare l’acquisto.

Com’è stata mantenuta?

Manutenzione

Poi, ovviamente, si passa all’accensione. Il (primo) momento della verità: tutto funziona, non ci sono spie né rumori anomali? È già un buon segno, ma non necessariamente il segnale che il pericolo è del tutto scampato. E attenzione, un’auto che si presenta bene non è detto che sia ben tenuta. La manutenzione deve passare inesorabilmente sotto la lente d’ingrandimento. Perché è vero che un veicolo con uno storico perfetto non si può definire indistruttibile, ma è altresì vero che le probabilità di guasti sono sicuramente più basse. Poi la Dea bendata ci può sempre mettere lo zampino.

Ma, come diceva il detto, «aiutati che Dio t’aiuta». E quindi, verificare lo stato d’usura dei freni (cercando di capire se le pastiglie e i dischi sono consumati) e delle gomme, guardare anche che ci siano documenti che dimostrano che interventi di manutenzione ordinaria (e straordinaria) sono stati eseguiti. Regolarità e precisione permettono a una vettura di vivere più a lungo. E allora, un esemplare con qualche chilometro in più sulle spalle può diventare più appetibile di uno più “fresco”, ma con uno storico molto più incerto. A maggior ragione se si conoscono le problematiche comuni di quel modello e si capisce che gli interventi giusti sono già stati fatti.

Quanti proprietari ha avuto?

Libretto

Basta la targa (e meno di 10€ sul sito dell’ACI) per fare una visura e scoprire così i precedenti proprietari della vettura che si sta valutando. Le precedenti intestazioni non forniscono di per sé una discriminante per andare a capire come sarà l’auto, ma ci danno più in generale una visione generale di com’è stata vissuta.

Una vettura che è passata da mani differenti sarà stata mantenuta “a fasi alterne” durante la sua vita, magari con parte dei suoi utilizzatori poco interessata al che quel veicolo potesse durare nel tempo. E così, tutti gli errori del passato rischiano sul lungo periodo di andare a pesare sul presente.

Ne vale realmente la pena?

Vendita auto

Arriva quindi il momento della scelta. Se a tutte le domande è stata data una risposta soddisfacente, c’è comunque da guardare al prezzo. Dev’essere in linea con la quotazione, con le condizioni dell’auto, ma anche con ciò che il venditore offre. Un acquisto da un concessionario risulta quasi sempre più oneroso, ma le garanzie offerte a tutela del cliente (soprattutto dai programmi delle stesse case madri) permettono di dormire sonni un po’ più tranquilli. Insomma, si paga di più all’inizio, ma si è più sicuro contro spese impreviste più avanti.

Il prezzo è un incontro fra quotazione, “offerte” del venditore e condizioni del veicolo. Non è detto che la vettura “peggiore” non sia quella da comprare. Perché se, considerati anche i soldi necessari per gli interventi, si risparmiano tanti soldi, allora diventa un affare. In generale, in questo contesto entra in campo anche un altro aspetto: la fatica che si vuole fare. Un’auto immacolata che richiede zero manutenzione al momento dell’acquisto si paga molto di più. Ma se non si vogliono problemi, è la scelta migliore. Insomma, prima di entrare in autoscuola, si deve guardare anche a quanto si vuole “faticare” sul nuovo acquisto. È un difficile mix, per cui bisogna diventare chef stellati: e fare così l’acquisto perfetto.

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