448.071 trasferimenti di proprietà di auto usate solo a giugno, con un dato che nei primi sei mesi del 2026 supera il milione e mezzo. Per confronto, il nuovo si ferma a 1,071 milioni. Certo, l’UNRAE conferma che ci si continua a muovere (come dimostra anche il +2,9% rispetto al 2025), ma al momento la clientela preferisce qualcosa con qualche chilometro sulle spalle, ma che permette di risparmiare. D’altronde, l’aumento dei prezzi non può che scoraggiare, invogliando i più a rivolgersi a un’altra fetta del mercato. Tanto per i privati, quanto per le concessionarie.
Il diesel resiste, come le vetture più anziane

Nonostante le limitazioni, nonostante i blocchi e i prezzi alle stelle, il gasolio continua a rappresentare una certezza. Nel mese di giugno il 39,1% dei clienti ha scelto un’auto usata a gasolio, mentre le vetture a benzina sono state comprate dal 37,8% dell’utenza. In crescita l’ibrido (12,6%), mentre GPL e Metano rimangono grosso modo stabili, con una quota “minimale” rispettivamente del 5,4% e del 2,0%. Carburante “vecchio”, come anche le vetture che vengono scelte.
Quasi la metà dei veicoli venduti ha più di dieci anni, mentre quelle con meno di quattro anni di anzianità coprono il 23,6%. Insomma, nonostante tutto, l’usato sicuro tira ancora. E questo convince anche le concessionarie a investirci: se infatti gli scambi azienda-privati rappresentano il 39,9% del totale dei trasferimenti, quelli “opposti” occupano oltre il 55% dei passaggi di proprietà. La regione principe è la Lombardia (che è anche la più popolosa), seguita da Lazio, Campania e Sicilia.
Lo “specchio” delle minivolture

E se si guarda ai “minipassaggi” (ossia ai trasferimenti di proprietà fra concessionari), i dati sono simili. Il 36,8% delle auto usate acquistate ha più di dieci anni, mentre il 19,4% fra i 6 e i 10. Si prendono più vetture “meno vecchie” (con un dato delle minivolture di veicoli con meno di 4 anni di anzianità che sale al 31,0%), ma il diesel rimane il carburante principe (41,0%), con la benzina che segue al 32,0%, l’ibrido al 15,1% e il GPL al 5,7%. Il 30,8% di ritiri, il 54,9% di permute, questi i due poli del commercio.
Il tutto in un parco auto che in Italia si conferma fra i più vecchi del Continente. Il 58,3% dei veicoli circolanti ha più di 10 anni, con il 19,8% del totale che risponde ancora alla normativa Euro 4 (superata già nel corso del 2009). E il gasolio muove ancora il 39,5% delle vetture, mentre la benzina il 41,8%. Insomma, nonostante i rischi di un’auto usata (e le difficoltà che si possono incontrare nell’acquisto), in molti la scelgono o la tengono. E con i prezzi del nuovo sempre più alti, è anche facile capire perché.

