La Lettonia ha autorizzato la Full Self Driving, che nel Vecchio Continente da un po’ si chiama Tesla Assisted Driving. Così, il Paese baltico diventa il decimo Stato dell’UE ad agire autonomamente, mentre Bruxelles continua a rinviare una scelta condivisa.
La notizia è stata diffusa il 26 ottobre tramite l’account ufficiale di Tesla Europe, Middle East & Africa su X. Nel messaggio si parla di un lancio imminente. I clienti lettoni dovranno quindi aspettare il relativo aggiornamento software.
Come ha agito la Lettonia
La Lettonia non ha avviato una procedura di omologazione ex novo. Ha invece riconosciuto l’omologazione provvisoria rilasciata il 10 aprile dall’autorità olandese RDW. È lo stesso schema adottato dagli altri Paesi: ciascuno può accettare quel nulla osta entro i propri confini.
La Road Traffic Safety Directorate lettone ha verificato la documentazione proveniente dai Paesi Bassi. Successivamente si è confrontata con le altre autorità nazionali e ha analizzato gli aggiornamenti introdotti da Tesla.
I 10 Paesi UE che hanno detto sì
L’elenco aggiornato, in ordine cronologico, è il seguente:
- Paesi Bassi: 10 aprile 2026
- Lituania: 20 maggio 2026
- Estonia: 29 maggio 2026
- Danimarca: giugno 2026
- Belgio: giugno 2026
- Slovenia: 7 settembre 2026
- Repubblica Ceca: 21 settembre 2026
- Croazia: 29 settembre 2026
- Slovacchia: 16 ottobre 2026
- Lettonia: 26 ottobre 2026
Il passo avanti ha accelerato notevolmente. Da settembre in poi, infatti, sono arrivati cinque via libera nell’arco di meno di due mesi.
Quanto costa e che cos’è davvero
Per utilizzare il sistema è necessario un abbonamento mensile da 99 euro. Chi disponeva già dell’Autopilot avanzato paga 49 euro. Il 21 maggio è stato l’ultimo giorno utile per comprare il pacchetto con pagamento una tantum.
Va ricordato che non si parla di vera guida autonoma. Si tratta di un sistema di assistenza di Livello 2, sebbene molto sofisticato. La responsabilità rimane sempre al guidatore, che deve poter riprendere il controllo in qualunque istante.
E sul piano europeo?
La questione, qui, è più complessa e richiede più tempo. Per ottenere un’approvazione valida in tutta l’UE serve la maggioranza qualificata: almeno 15 Stati membri su 27, pari al 65% della popolazione.
La votazione non è prevista prima di dicembre e potrebbe anche slittare all’inizio del 2027. I dieci Stati che hanno già aperto alla tecnologia sono tutti di dimensioni piccole o medie. Francia, Germania e Italia stanno ancora svolgendo le loro valutazioni. Senza i mercati più grandi, la soglia del 65% resta difficile da raggiungere.
In sostanza, la linea dello Stato per Stato funziona, ma non è sufficiente da sola. Per vedere la FSD sulle strade italiane servirà ancora pazienza.

