Il nuovo Codice della Strada compie un passaggio avanti molto importante. Ieri sera il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera all’impianto del decreto che riscrive le norme sulla circolazione.
Il provvedimento arriva dopo la consultazione di agosto. In quella fase, operatori e associazioni hanno avuto modo di inviare osservazioni e proposte. Ora il testo passa al Parlamento. Se l’iter non incontrerà ostacoli, le nuove disposizioni dovrebbero entrare in vigore dal primo gennaio 2028.
Rispetto alle prime versioni manca un elemento rilevante: scompare il richiamo alla patente già a 17 anni. Per il resto, le modifiche sono numerose. Ecco le principali.
Eccesso di velocità: sanzione calcolata al km/h
Rimane l’impostazione già comparsa nelle bozze precedenti. L’ammontare della multa varia in base allo scarto rispetto al limite, senza scaglioni rigidi. Si pagano 10 euro per ogni km/h oltre soglia. Nelle strade urbane con limite di 50 o 30 km/h la tariffa scende a 5 euro.
Alcuni casi aiutano a orientarsi. In città, con limite di 50 km/h, chi viene sorpreso a 65 km/h paga 75 euro. Su una strada con limite di 90 km/h, viaggiare a 105 km/h comporta 150 euro.
L’intento dichiarato è bilanciare l’effetto deterrente con la proporzionalità della pena.
Multe più leggere e stop all’adeguamento all’inflazione
Il testo introduce anche una revisione degli importi. Viene sospeso l’adeguamento automatico all’inflazione, che oggi scatta con cadenza biennale.
Inoltre le somme vengono arrotondate verso il basso. I minimi più diffusi di 26 e 42 euro diventano 25 e 40 euro. Le sanzioni da 83 e 87 euro passano a 80 euro.
Verbali: 45 giorni per la notifica
Si modificano anche le tempistiche dei verbali. Quando l’infrazione è rilevata a distanza, senza contestazione immediata, i Comuni avranno 45 giorni per notificare l’atto. Oggi il termine è di 90 giorni.
Sul fronte delle multe c’è un’ulteriore novità in discussione. Si tratta dell’archiviazione automatica dei verbali manifestamente errati, senza ricorrere a un ricorso.
Guida senza assicurazione: niente più sequestro
Cambia l’impostazione per chi circola senza copertura assicurativa. Attualmente è previsto il sequestro del mezzo. Il nuovo testo, invece, introduce un divieto di circolazione a tempo indeterminato.
In più, per i veicoli stranieri arriva l’obbligo di assicurazione secondo la disciplina italiana. La norma vale quando la permanenza in Italia supera i 30 giorni. È prevista anche la riscossione coattiva delle somme non versate dagli utenti stranieri.
Documenti di guida e circolazione in formato digitale
Non sarà più necessario avere con sé i documenti cartacei di guida e di circolazione. Le forze di polizia potranno verificarli tramite strumenti telematici.
Guida autonoma: via il conducente obbligatorio
Il testo guarda anche al futuro. Viene eliminato il passaggio secondo cui il veicolo deve sempre essere guidato da un conducente.
In una fase non ancora definitiva, questi mezzi potranno circolare solo in contesti delimitati. Sarà il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a definirli. Il tutto nel rispetto della normativa europea.
Contrassegno disabili europeo: adesione obbligatoria per tutti i Comuni
Più snelle anche le procedure per il Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE). Tutti i Comuni dovranno entrare nella piattaforma nazionale. In questo modo il contrassegno sarà valido su tutto il territorio italiano.
Chi non si adegua avrà conseguenze. Quei Comuni non potranno utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza per la sosta riservata e per le ZTL.
Motociclisti, rider e monopattini elettrici
Arrivano buone notizie per chi viaggia in moto. In autostrada sarà consentito l’uso della corsia di emergenza in caso di incidenti o rallentamenti. È inoltre previsto un piano di barriere salva-motociclisti.
Per i cosiddetti cicli a propulsione, come le bici dei rider, scattano obbligo di casco e contrassegno.
Più severità anche per i monopattini elettrici. Sarà vietata la circolazione quando rappresentano un ostacolo o un rischio per i pedoni.
Camionisti e autisti di bus: guida fino a 70 anni
Si alza il limite d’età per il trasporto professionale. Per tutte le patenti del gruppo 2 si passa da 68 a 70 anni. Si tratta delle categorie C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE. Rimane la verifica biennale.
Cosa accade ora
Il cammino è ancora lungo. Il testo dovrà passare l’esame del Parlamento e potrà subire modifiche lungo il percorso. Per il momento il quadro è definito: meno burocrazia, sanzioni più proporzionate e norme pronte ad accogliere la guida autonoma.

