Chi lavora da casa ha la necessità di poter contare su una postazione di lavoro. Per quanto potenzialmente si può lavorare anche sul tavolo della cucina o con il PC appoggiato sulle gambe seduti sul divano, la realtà è molto diversa dalla narrazione cinematografica o dall’immaginazione di molti. Per cui la postazione di lavoro dovrebbe prevedere una scrivania dotata di, almeno, una tastiera meccanica, un mouse ergonomico, una sedia confortevole, degli accessori per la scrivania, un gruppo di continuità e, anche e soprattutto, un monitor esterno. La scelta dello schermo non dovrebbe fermarsi alla diagonale o al prezzo. Dimensioni, risoluzione, tipo di pannello, ergonomia e connettività contribuiscono tutte alla qualità dell’esperienza quotidiana.
Dimensioni e risoluzione vanno valutate insieme
La diagonale dello schermo e la risoluzione sono due caratteristiche strettamente legate. A parità di risoluzione, infatti, aumentando le dimensioni diminuisce la densità dei pixel e il testo può apparire meno definito. Per un monitor da lavoro, alcune combinazioni sono particolarmente comuni.
- Un 24” Full HD, con risoluzione 1920 x 1080, offre circa 93 PPI ed è ancora una soluzione equilibrata per videoscrittura, navigazione e attività d’ufficio.
- Un 27” Full HD scende invece a circa 82 PPI. La superficie maggiore può essere comoda, ma la minore densità rende testo e icone meno definiti. Su questa diagonale è generalmente più interessante il QHD.
- Un 27” QHD, con risoluzione 2560 x 1440, arriva a circa 109 PPI e rappresenta un buon compromesso fra spazio di lavoro e definizione.
- Un 32” 4K, con risoluzione 3840 x 2160, offre ancora più spazio e una densità elevata. Il rovescio della medaglia è che testo e interfaccia possono apparire piccoli senza un adeguato ridimensionamento del sistema operativo.
Per chi vuole ancora più spazio orizzontale esistono infine i monitor ultrawide, generalmente con rapporto 21:9. Possono essere particolarmente interessanti per chi lavora spesso con più finestre affiancate e vuole evitare una configurazione con due schermi separati.
IPS, una scelta equilibrata per l’ufficio
Per un utilizzo lavorativo, un pannello IPS rappresenta generalmente una soluzione equilibrata. Gli angoli di visione sono ampi e la resa dei colori può essere più adatta rispetto a quella dei pannelli TN, soprattutto quando il monitor viene utilizzato anche per immagini, presentazioni o contenuti grafici.
I tempi di risposta estremamente bassi sono invece meno importanti per chi utilizza il monitor principalmente per documenti, browser, posta elettronica e software da ufficio. Questo non significa però che tutti i pannelli IPS siano equivalenti. Luminosità, copertura dello spazio colore, contrasto e calibrazione possono cambiare sensibilmente da un modello all’altro.
L’ergonomia conta più di quanto sembra
Quando si passa molto tempo davanti allo schermo, anche la posizione del monitor diventa importante. Uno stand regolabile in altezza permette di allineare meglio lo schermo alla posizione degli occhi e offre maggiore libertà nella configurazione della postazione. L’inclinazione è utile, ma non sostituisce completamente la regolazione in altezza.
Se il monitor non offre queste possibilità, è possibile ricorrere a un supporto VESA compatibile, tenendo però conto del costo aggiuntivo. Per questo motivo, a parità di caratteristiche tecniche, un modello con supporto regolabile può risultare più interessante per chi lavora davanti allo schermo per molte ore ogni giorno.
Porte e collegamenti
La connettività dipende soprattutto dal tipo di computer utilizzato. Per chi lavora con un portatile, un monitor dotato di USB-C con trasmissione video, dati e alimentazione può semplificare notevolmente la postazione. Un singolo cavo può infatti gestire più funzioni, a seconda delle caratteristiche del monitor e del computer.
Se questa possibilità non è disponibile, è comunque utile avere almeno un ingresso HDMI o DisplayPort, a seconda delle connessioni presenti sul computer. Un hub USB può inoltre evitare di occupare continuamente le porte del notebook con mouse, tastiera e altre periferiche. Alcuni monitor permettono anche di utilizzare la USB-C per alimentare direttamente il portatile, arrivando in alcuni casi a 65 W.
Quanti monitor servono davvero
La scelta non riguarda necessariamente un solo schermo. Per alcune attività può essere più efficace affiancare due monitor più piccoli, mentre per altre un singolo ultrawide può offrire una soluzione più ordinata.
Un 24” Full HD può essere sufficiente per chi lavora principalmente con documenti e posta elettronica. Un 27” QHD offre invece più spazio senza aumentare troppo gli ingombri, mentre un 32” 4K può diventare interessante per chi vuole lavorare con molti contenuti contemporaneamente. Gli ultrawide da 34” rappresentano infine una soluzione particolarmente adatta al multitasking, perché permettono di affiancare più applicazioni sullo stesso pannello.
7 migliori monitor per il lavoro da casa
1-BenQ GW2480

Il BenQ GW2480 è un monitor da 23,8” con pannello IPS e risoluzione Full HD. È una soluzione orientata soprattutto a chi cerca uno schermo semplice per il lavoro d’ufficio senza salire troppo con il prezzo.
La frequenza di aggiornamento è di 60 Hz e sono presenti ingressi HDMI, DisplayPort e VGA. La densità di circa 93 PPI è adatta alla diagonale e alla risoluzione, mentre le cornici relativamente sottili possono renderlo interessante per chi vuole affiancare più monitor.
La tecnologia Brightness Intelligence di BenQ regola automaticamente la luminosità in base alle condizioni ambientali, mentre Flicker-Free e Low Blue Light sono pensati per migliorare il comfort durante l’utilizzo prolungato. Sono inoltre presenti due speaker da 1 W. Non bisogna però aspettarsi una dotazione particolarmente moderna. Il GW2480 non dispone di USB-A o USB-C e il supporto incluso permette soltanto di regolare l’inclinazione.
Vantaggi
- Pannello IPS Full HD
- Dimensioni adatte a una postazione compatta
- Ingressi HDMI, DisplayPort e VGA
- Tecnologie dedicate al comfort visivo
- Speaker integrati
- Possibilità di utilizzarlo in configurazioni multi-monitor
2-Dell P2425

Il Dell P2425 è un monitor da 24” che punta maggiormente sulla produttività rispetto al modello BenQ. Utilizza un pannello IPS con risoluzione 1920 x 1200 e rapporto 16:10, offrendo quindi una superficie verticale leggermente maggiore rispetto ai classici monitor Full HD 16:9.
La frequenza di aggiornamento arriva a 100 Hz e il formato 16:10 è particolarmente interessante per chi lavora con documenti, fogli di calcolo e pagine web, perché permette di visualizzare più contenuti verticalmente senza aumentare la diagonale.
Uno dei punti di forza è l’ergonomia. Il supporto permette di regolare altezza, inclinazione, rotazione laterale e orientamento del pannello. Questo permette di adattare meglio lo schermo alla posizione di lavoro e può risultare particolarmente utile quando il monitor viene utilizzato per molte ore consecutive.
Anche la connettività è più completa rispetto al BenQ. La presenza della USB-C e dell’hub USB permette di costruire una postazione più ordinata, soprattutto quando il monitor viene collegato a un notebook. È quindi una soluzione interessante per chi cerca un 24” orientato alla produttività, con particolare attenzione a ergonomia e connettività.
Vantaggi
- Risoluzione 1920 x 1200
- Formato 16:10
- Pannello IPS
- Frequenza di aggiornamento di 100 Hz
- Supporto regolabile
- USB-C
- Hub USB
- Adatto alle postazioni con notebook
Su Amazon è in vendita a 154,90€.
3-Philips 27E1N1600AE

Il Philips 27E1N1600AE rappresenta una soluzione più interessante per chi vuole passare a un monitor da 27” senza rinunciare alla praticità tipica di una postazione moderna.
Il pannello IPS da 27” utilizza una risoluzione 2560 x 1440 pixel, quindi QHD. Rispetto al Full HD offre una maggiore densità di pixel e più spazio disponibile per finestre, documenti e applicazioni. La frequenza di aggiornamento arriva a 120 Hz.
La dotazione comprende inoltre USB-C con Power Delivery fino a 65 W, oltre a HDMI e hub USB. Per chi lavora con un notebook compatibile, la porta USB-C può quindi semplificare la postazione riducendo il numero di cavi necessari. Sono presenti anche due porte USB-A e speaker integrati.
Il supporto regolabile in altezza aggiunge un ulteriore elemento interessante per chi utilizza il monitor quotidianamente. La combinazione tra 27”, QHD e USB-C lo rende quindi uno dei modelli più equilibrati della selezione. È una soluzione adatta soprattutto a chi cerca un monitor moderno per il lavoro da casa senza passare direttamente al 4K.
Vantaggi
- 27” QHD
- Pannello IPS
- Frequenza di aggiornamento fino a 120 Hz
- USB-C con alimentazione fino a 65 W
- Hub USB
- Supporto regolabile
- Speaker integrati
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4-Samsung ViewFinity S7 da 27”

Il Samsung ViewFinity S7 S27D702 porta la risoluzione 4K UHD su una diagonale da 27”. I suoi 3840 x 2160 pixel permettono di ottenere una densità molto elevata, con testo e immagini particolarmente definiti.
Il monitor utilizza un pannello piatto e raggiunge una frequenza di aggiornamento di 60 Hz. Supporta inoltre HDR10 e dispone di ingressi HDMI e DisplayPort, oltre a un ingresso audio. Sono presenti anche le funzioni Picture-in-Picture e Picture-by-Picture, che permettono di visualizzare contemporaneamente contenuti provenienti da sorgenti differenti.
La maggiore risoluzione può essere utile soprattutto per chi lavora con fotografie, documenti ricchi di dettagli o molte finestre contemporaneamente. Allo stesso tempo, su 27” il 4K può rendere necessario utilizzare il ridimensionamento dell’interfaccia di Windows o macOS per mantenere testo e icone a una dimensione confortevole. È quindi una scelta indicata per chi vuole un 27” 4K per lavorare, privilegiando definizione e spazio disponibile rispetto alla frequenza di aggiornamento.
Vantaggi
- Risoluzione 4K UHD
- 27”
- HDR10
- Ingressi HDMI e DisplayPort
- Funzioni Picture-in-Picture e Picture-by-Picture
- Elevata densità di pixel
- Modalità dedicate al comfort visivo
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5-ASUS ProArt PA279CV

L’ASUS ProArt PA279CV è pensato per chi utilizza il monitor anche per attività che richiedono maggiore attenzione alla resa cromatica. Il pannello IPS da 27” offre una risoluzione 4K UHD da 3840 x 2160 pixel, insieme a una copertura del 100% degli spazi colore sRGB e Rec.709.
ASUS dichiara una precisione cromatica con Delta E inferiore a 2 e il monitor è Calman Verified con calibrazione di fabbrica. Queste caratteristiche lo rendono particolarmente interessante per fotografia, grafica, video e produzione di contenuti. Anche la connettività è particolarmente adatta a una postazione moderna. Sono presenti USB-C, DisplayPort, due HDMI e un hub USB, mentre la porta USB-C può fornire fino a 65 W di alimentazione ai dispositivi compatibili.
Lo stand permette di regolare altezza, inclinazione, rotazione laterale e orientamento verticale del pannello. È quindi possibile configurare il monitor in modo più preciso rispetto a molti modelli da ufficio economici. Il PA279CV è quindi una scelta interessante per chi cerca un monitor da lavoro che possa essere utilizzato anche per attività creative, senza dover passare a una soluzione professionale di fascia ancora più alta.
Vantaggi
- 27” 4K
- Pannello IPS
- 100% sRGB e Rec.709
- Precisione cromatica Delta E < 2
- Calman Verified
- USB-C con alimentazione fino a 65 W
- Hub USB
- Stand regolabile in altezza, inclinazione, rotazione e pivot
Si può acquistare a 345,24 approfittando dello sconto del 35%.
6-Samsung ViewFinity S7 da 32”

Il Samsung ViewFinity S7 S32D702 porta lo stesso concetto del modello da 27” su una diagonale da 32”. La risoluzione rimane 3840 x 2160 pixel, quindi 4K UHD, ma la superficie disponibile aumenta sensibilmente.
Questa combinazione può essere interessante per chi vuole lavorare con più applicazioni contemporaneamente senza ricorrere a due monitor separati. Il formato 16:9 mantiene inoltre una compatibilità elevata con software e contenuti tradizionali. La frequenza di aggiornamento è di 60 Hz e sono presenti HDMI e DisplayPort, insieme all’ingresso audio. Il monitor supporta inoltre HDR10 e le funzioni Picture-in-Picture e Picture-by-Picture.
Il 32” richiede però una scrivania più ampia rispetto ai modelli da 24 e 27”. Anche la distanza di visione diventa più importante, soprattutto considerando la quantità di informazioni che possono essere visualizzate contemporaneamente. È quindi una soluzione pensata per chi vuole molto spazio di lavoro mantenendo il formato tradizionale 16:9.
Vantaggi
- 32”
- Risoluzione 4K UHD
- Ampia superficie di lavoro
- HDR10
- HDMI e DisplayPort
- Picture-in-Picture e Picture-by-Picture
- Adatto al multitasking
Si può acquistare su Amazon a meno di 330€.
7-LG UltraWide 34U601B

L’LG 34U601B cambia completamente approccio e punta sulla produttività attraverso un formato ultrawide da 34”. Il pannello VA curvo utilizza una risoluzione WQHD di 3440 x 1440 pixel e un rapporto 21:9. Il formato permette di avere una superficie di lavoro molto più ampia rispetto a un tradizionale monitor 16:9. Per chi lavora spesso con più finestre aperte contemporaneamente può quindi rappresentare un’alternativa interessante alla configurazione con due monitor separati.
La curvatura 1800R accompagna il campo visivo e il pannello offre una copertura dichiarata del 99% dello spazio colore sRGB. La frequenza di aggiornamento arriva a 120 Hz, mentre il tempo di risposta dichiarato è di 5 ms. Sono inoltre presenti HDR10, AMD FreeSync e modalità pensate per il comfort visivo.
La connettività comprende due HDMI e una DisplayPort. LG integra inoltre una funzione Dual Controller, utile per gestire più computer attraverso un’unica configurazione di periferiche compatibili. È quindi il modello più interessante della selezione per chi considera il monitor non soltanto come uno schermo, ma come il centro di una postazione dedicata al multitasking.
Vantaggi
- 34” ultrawide
- Formato 21:9
- Risoluzione 3440 x 1440
- Pannello VA curvo 1800R
- Frequenza di aggiornamento fino a 120 Hz
- HDR10
- 99% sRGB
- Dual Controller
- Supporto regolabile in inclinazione
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