Cabrio usate, attenzione alla capote: cosa bisogna controllare?

Cabrio usate, attenzione alla capote: cosa bisogna controllare?

Quando arriva la bella stagione, la cabrio diventa un oggetto che in molti bramano. D’altronde, la possibilità di godersi la primavera e l’estate, l’odore del mare o della montagna, con il vento fra i capelli è per molti irrinunciabile. Si va a vedere un esemplare usato, si cerca quello che sembra il migliore, ma quando poi si prova la magia delle spider, l’idillio si rompe: la tela è strappata, il meccanismo è rotto. E così si rinuncia all’acquisto e ai “sogni di gloria”. Ma quindi, quali sono i rischi di comprare una cabriolet con qualche anno sulle spalle? E in più, qual è la scelta da fare?

Capote manuale, facile ma delicata

Mazda MX5

Ma facciamo un passo indietro: come avviene la magia? Le opzioni sono di fatto due. Alcune vetture puntano sul meccanismo manuale: la capote viene sbloccata e riposta dall’utente nel suo apposito vano. Di fatto, è l’uomo che fa “tutto il lavoro”: sgancia, ripiega e blocca. Più semplice, con meno cose che si possono rompere. D’altronde, non c’è alcun tipo di automazione, nessuna pompa, nessuna centralina che aziona il movimento. Ciò che non c’è, non si deve in alcun modo sostituire. Ma qui si pone un altro problema: la cappotta stessa.

Vinile (come una volta) o mohair (come le più recenti), si tratta pur sempre di un tessuto che va a sostituire il metallo. Il che significa che l’isolamento termico e acustico non potrà essere lo stesso: certo, oggi una cabrio con la capote in tela garantisce comunque un livello soddisfacente di comfort, ma “non si scappa” da questo empasse. E in più, c’è il problema della delicatezza, in caso di forti grandinate (anche se si torna al discorso precedente, le ultime generazioni sono più resistenti) e, soprattutto, di atti vandalici. E, spesso e volenteri, quando c’è un taglio, bisogna sostituire.

Tetto automatico, scenografico ma costoso

Mazda MX5

E allora qualcuno direbbe: posso avere il cabrio mantenendo però la serenità di una coupé? La risposta breve sarebbe si, la risposta reale è sni. Il vantaggio delle capote in metallo risiede senza dubbio nel fatto che si recupera ogni caratteristica delle versioni chiuse, almeno in termini di isolamento termico e acustico. O almeno, ci si va vicini, perché comunque questi tettucci sono complicati, divisi in più sezioni e da lì, con l’età, qualche spiffero rischia di esserci, per l’aria e per l’acqua. E, in più, lo stile è un po’ “costretto”, proprio perché questo tetto deve riuscire a ripiegarsi e a sparire.

Se si guarda alla stessa vettura in versione coupé e cabriolet con hard top ripiegabile, quindi, qualche differenza ci sarà. Estetica, ma soprattutto in ciò che si dovrà affrontare su una vettura usata. Le capote automatiche funzionano infatti grazie a una struttura complessa: l’utente sgancia, ma a quel punto con un tasto avviene la magia. O, almeno, così si spera. Da quel pulsante infatti una si attiva un sistema meccanico o idraulico che porta poi il tetto a nascondersi. Il punto è che centraline, meccanismi e pompe possono sempre guastarsi.

E lì i costi sono molto variabili. Dipendono tendenzialmente dal marchio della vettura, dalla rarità del modello e dalla disponibilità del ricambio. A volte può bastare persino sostituire l’olio idraulico per recuperare la piena funzionalità del sistema, ma non è sempre così facile. In generale, se un tetto si mostra lento, esitante, bisogna approfondire il perché, soprattutto per capire l’entità della spesa che si rischia di dover affrontare. Per esempio, il gruppo idraulico di una BMW Serie 4 cabrio del 2013 potrebbe arrivare a costare oltre 1.300€, esclusa manodopera. E ciò non riguarda solo i tettucci rigidi, ma tutte quelle capote in tela automatizzate.

Hard top, cos’è?

Mazda MX5

C’è una soluzione per tutto, più o meno, e si chiama hard top. Si tratta di un tetto rigido che viene posto a coprire la capote e che di fatto rende una cabrio una coupé. Non si apre, si fissa e lì rimane. Però può essere un’idea per godersi un’auto con il tetto in tela anche quando è la tela a diventare il punto debole. In inverno, ad esempio, quando con questo accessorio si tolgono (più o meno) i problemi del tessuto. Il problema? Quando è disponibile (perché non tutte le cabrio lo avevano nella lista optional), è spesso raro e ricercato. E quindi, trovarne uno può essere un plus non indifferente.

E quindi, cosa controllare su una cabrio usata? Informarsi sul tipo di sistema adottato dalla vettura che si sta andando a guardare è fondamentale e una volta lì bisogna controllare che questo funzioni correttamente. Se manuale, basta sganciarla e aprirla; se automatica, si può verificare che il sistema non sia eccessivamente lento (anche confrontandosi con il tempo di apertura dichiarato). E, infine, controllare che le guarnizioni siano ancora in buono stato. Che la gomma sia morbida, che non ci siano infiltrazioni (magari provando con un po’ d’acqua). Tutto è andato bene? Allora il vento fra i capelli è il prossimo passo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *