Audi Quattro: Audacious Automotive presenta la sua restomod con il V8

Audi Quattro: Audacious Automotive presenta la sua restomod con il V8

Negli anni ’80 il mondo del rally, ma più in generale il mondo automotive, assistettero alla nascita di un mito: l’Audi Quattro. Sotto il cofano batteva un cinque cilindri turbo, accoppiato alla trazione integrale permanente. Il connubio che le diede la nomea di leggenda e che la portò a vincere, fra il 1982 e il 1984, due titoli piloti e due titoli costruttori. “Quattro”, che poi diventerà il termine con cui si contraddistingueranno tutte le vetture del marchio dotate del 4×4, ha un posto speciale nella storia del brand.

Nel 2025 ABT ha dedicato un restomod da oltre 500 CV, garantiti dal 2.5 dell’Audi RS3. E un anno dopo, Audacious Automotive si è spinta oltre: per 350.000 £ l’officina inglese offre la possibilità di sentirsi parte della leggenda, sfruttando le soluzioni tecniche di oggi. Attenzione però, non sono incluse le due auto donatrici. Quali? Una Quattro, ovviamente, e una RS4 B7. Sì, perché il V8 e il telaio della sedan della metà degli anni 2000 sono la base di partenza della follia di Zaglewski.

Benvenuto V8

Audi Quattro

Rompere una tradizione non è mai semplice. Crea sospetto e perplessità, soprattutto quando si rischiano di ricreare le condizioni di un sacrilegio. Dietro la scelta di Marc Zaglewski c’è però una ratio ben precisa: in base a ciò che offre il mercato, soprattutto nella sfera Audi, non c’è nulla di meglio di quel V8. Innanzitutto, il celebre motore 2.5 5 montato sull’RS3 è disposto trasversalmente ed è abbinato ad un sistema Haldex, meno coinvolgente rispetto al Torsen che equipaggia il 4.2 longitudinale.

Tuttavia, l’idea alla base della Audi Quattro firmata Audacious non si limita esclusivamente al propulsore, ma riguarda anche il cambio, che resta manuale – scelta praticamente impossibile ad oggi per i 5 cilindri, sempre associati al DSG – e un telaio più rigido rispetto alla leggendaria “Regina” degli anni ’80, ma al tempo stesso più emozionante rispetto all’attuale A3 più prestazionale.

Il risultato è un insieme che offre un’esperienza di guida autentica e analogica e, proprio per questo, molto coinvolgente.

Benvenuta modernità

Ma per arrivare a questo Frankestein il percorso non è semplice. Adattare il telaio della più lunga RS4 a quello della più compatta Audi Quattro richiede modifiche strutturali importanti, oltre a rinforzi in tutta la carrozzeria. Lo stile, che già dalle prime foto appare esagerato, risulterà funzionale al 100%. Nessuna finta presa d’aria, nessun componente che non punti all’efficacia di una vettura che, con le giuste modifiche, sarà in grado di raggiungere almeno i 600 CV. Sì, perché con il leggendario otto cilindri tedesco arriverà anche la sovralimentazione.

Il tutto completato da una serie di interventi che porteranno il telaio dai 1.650 kg della B7 originale ai 1.400 kg circa del progetto Audacious. Ma la domanda che in molti si potrebbero fare è: ha senso togliere dalla strada una leggenda per un progetto così assurdo? In breve, sì, per una semplice ragione: l’idea dell’officina inglese non mira a rivoluzionare esemplari perfetti, ma a salvare vetture considerate irrealisticamente riparabili.

Fonte Foto: Audacious Automotive

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