Nel 1971 qualcuno la definì come «l’Alpine del padre di famiglia», un’alternativa più gran turismo rispetto alla berlinetta A110. E ora, a quasi dieci anni dal ritorno del marchio francese sulla scena delle sportive e a cinquantacinque dalla prima generazione (quattro cilindri), il brand di Dieppe riporta in scena anche la A310, con il concept Vision. Un omaggio alle sue linee taglienti della versione originale, ma anche ai tratti muscolosi che il V6 (e il tocco di Robert Opron) portò in dote nel 1976.
Retro-futuristica

Affianco all’A110 Sculpture e alle vetture più “convenzionali” della casa, Alpine ha voluto quindi dare spazio a un concept retrofuturistico che cerca di portare la forma della A310 nel 2026. Utilizzando un esemplare originale come modello da mettere al centro degli studi del dipartimento design si è arrivati al Vision Concept, lungo 4,55 metri e largo 2,03 metri, con cerchi che ricordano la “A” (ma anche il design triangolare delle ruote dei primissimi esemplari) e un forte contrasto fra il nero e l’alluminio.






La A310 si rivede nel disegno dei fari anteriori (divisi in due blocchi come negli esemplari V6), che sulla Vision diventano però dei pop-down, con il proiettore che, a vettura spenta, si nasconde dietro una palpebra. Il frontale riprende le proporzioni del modello originale, ma le rende ancora più aggressive: una scultura incisa dall’S-duct sul cofano e ripresa in qualche modo dalla Y zero che attraversa il centro della vettura. Sparisce il grande lunotto dell’epoca, come anche i finestrini posteriore, ma dietro arriva uno spoiler diviso in due sezioni e un gruppo ottico con funzione aerodinamica.
Le potenzialità dell’APP

Seppur la Vision si sia soprattutto concentrata sul design esterno, i tecnici hanno voluto dare un assaggio di quelli che sarebbero potuti essere gli interni. Dove permangono tasti fisici (derivati e ispirati dal mondo degli Hi-Fi), sedili con forme organiche e colori audaci, che accompagnano in qualche modo nell’esplorazione di questo concept “retrofuturistico”.





Quello di Alpine non è solo un esercizio di stile, ma anche una dimostrazione di quanto l’Alpine Performance Platform possa essere sfruttabile su una moltitudine di modelli. La base è infatti la medesima della futura A110 elettrica, ma qui utilizzata per celebrare e reinterpretare l’eredità del brand, «senza nostalgia». E senza però anticipare alcun modello futuro: la Vision vuole «mettere in mostra le possibilità creative e illustrare la libertà progettuale offerta dalla piattaforma APP, anziché annunciare un futuro modello di produzione».

