RX-Vision GT3 Evo, un’altra erede (solo virtuale) delle rotative Mazda

RX-Vision GT3 Evo, un’altra erede (solo virtuale) delle rotative Mazda

Chi è appassionato del marchio e del Wankel, sogna un suo ritorno da ormai tanto tanto tempo. Certo, c’è la MX-30, ma un’erede vera e propria delle sportive rotative non c’è. L’Iconic-SP ha dato qualche speranza, ma per ora al netto del concept da Mazda è filtrato poco: un brevetto e, ora, un modello esclusivamente virtuale. La RX-Vision GT3 Evo, l’ultima espressione (solo su Gran Turismo Sport) del desiderio di molti.

Cosa ci dovrebbe essere sotto il cofano

Mazda RX-Vision GT3 Evo

Prima di poter dare une forma definitiva alla RX-Vision GT3 Evo, bisognerà aspettare la fine dell’anno. Per ora, però, ci si può rifare a quanto già visto sulla prima evoluzione di questo modello solo virtuale, disponibile anch’essa su Gran Turismo. Son passati sei anni da quel progetto: per Mazda è arrivato il momento di regalarne una nuova espressione.

L’RX-Vision GT3 “pesava” 1250 KG, con una distribuzione quasi perfetta: 48% all’anteriore, 52% al posteriore. Sotto il cofano si trovava, ovviamente, un motore rotativo. 26B, quadri-rotore aspirato, da circa 570 CV e circa 540 NM di coppia. Si tratta di qualcosa di simile a quanto “realmente” visto con l’R26B montato sull’iconica Mazda 787B che nel 1991 si prese la 24Ore di Le Mans. E, probabilmente, anche qualcosa che vedremo sulla Evo.

Fuori cambia poco

Mazda RX-Vision GT3 Evo

Certo, rispetto alla RX-Vision GT3, la Evo ha voluto comunque portare qualche aggiornamento all’estetica. A partire dal frontale, che si dota ora di fari a LED e di una griglia di dimensioni generose. Un linguaggio stilistico che si avvicina alle ultime Mazda, ma che ovviamente non nasconde la propria “virtuale natura” di GT3: canards, splitter e quick-release del paraurti ne sono la dimostrazione.

Anche sulle fiancate, gli aggiustamenti rispetto alla RX-Vision GT3 sono minimi: un nuovo design delle minigonne, che riprende quanto fatto sullo splitter anteriore e che trova un ulteriore conferma nel diffusore posteriore, su cui si fa spazio la luce pioggia. Più carbonio esposto e la speranza che, prima o poi, il Wankel possa tornare in pista su una vera auto sportiva. Per ora, però, ci si accontenta di Gran Turismo Sport.

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