Al debutto nel 1997, rappresentò una svolta radicale rispetto a quelli ch erano soliti Land Rover. “Piccolo”, senza marce ridotte, una sorta di risposta britannica ai primi “piccoli SUV“, principalmente giapponesi. Car of The Year 1998, 4×4 più venduto di tutto il continente europeo per i primi cinque anni di produzione. Nonostante fu impossibile per il Freelander rimanere sulla cresta dell’onda, la sua produzione continuò per quasi due decenni. Fino a un arrivederci (e non un addio) nel 2015. Undici anni dopo, la partnership fra Jaguar-Land Rover e Chery ha dato vita a quello che dovrebbe essere il suo successore: o meglio, all’inizio di una nuova era. In un mese, o poco più, si è passati dal Concept al primo modello del marchio Freelander, il numero 8, al Salone di Pechino.
Nostalgia e innovazione

La prima sensazione è che si tratti di qualcosa di molto simile alla Defender 110. Anche se il primo prodotto del nuovo marchio Freelander dovrebbe essere ancora più grande, più alto e più largo del suo “lontano parente”. D’altro canto, però, lo stile, che non nasconde l’ispirazione dal Concept 97, è molto interessante: frontale massiccio, su cui brillano i fari rettangolari e su cui sorprende l’assenza di una vera e propria griglia.

Spostandosi sul lato, a “brillare” nell’imponente fiancata, oltre ai passaruota e alle minigonne da vero fuoristrada, è il D-pillar, un chiaro richiamo al prima generazione (ancora sotto marchio Land Rover), che nella variante corta presentava lo stesso “accorgimento”. Un elemento “nostalgia” ripreso da un modello che, al momento, non sembra voler essere riproposto dalla neonata “casa” anglo-cinese, in quanto al momento si sta lavorando unicamente al passo lungo. Dietro non ci sono grandi sorprese: fari squadrati, un piccolo spoiler nero lucido e la grande scritta “Freelander” sul portellone posteriore.
Elettrico e moderno

Frutto di una partnership fra Land Rover e Chery, Freelander 8 dovrebbe basarsi sulla piattaforma iMAX: una scelta che premia la “flessibilità”, in quanto permette di accogliere dall’elettrico fino al plug-in. Sugli EV, si pensa che possano essere utilizzati accumulatori con architettura a 800 Volt, in grado di supportare fino a 350 KW di ricarica.




E per quanto riguarda gli interni? Per ora non ci sono immagini, ma le dichiarazioni dell’azienda, che parla del più grande mini schermo LED integrato, fanno pensare a una soluzione simile al Concept 97, con cui si è più volte “ribadita” la stretta parentela. Non mancherà quindi la tecnologia, come dimostrato anche dal LiDAR che si intravede già nelle prime foto pubblicate. Da qui parte la storia del marchio Freelander: sei nuovi modelli lanciati sul mercato nei prossimi cinque anni, questo è il piano.

