Se mi chiedessero di elencare le auto che più mi hanno fatto appassionare al mondo automotive, sicuramente la Ford Mustang rientrerebbe tra le prime. Il motivo è da ricercare nel fatto che si tratta di una vettura che va ben oltre la combinazione tra motore, telaio e carrozzeria, ma rappresenta una vera icona su quattro ruote che, dal lontano 1964, fa battere il cuore di migliaia di appassionati.
Negli anni è riuscita a conquistare il pubblico e costruirsi una vera e propria identità non solo attraverso linee dure da vera muscle car, ma soprattutto grazie ad un’esperienza di guida che rappresenta una vera e propria fusione tra meccanica, rumore, vibrazioni e un rapporto reale tra uomo e macchina.
Siamo arrivati nel 2026 alla settima generazione, denominata MK7, che interviene su una formula ormai consolidata cercando di renderla più moderna e più vicina ai gusti del Vecchio Continente.
Video Prova Ford Mustang
Ford Mustang MK7: linee moderne che guardano al passato

A livello estetico, a mio avviso, la Ford Mustang MK7 va oltre il semplice tentativo di “europeizzare” il modello: l’evoluzione del design ne accentua il carattere, rendendola ancora più personale e riconoscibile rispetto al passato. Il frontale è dominato da nuovi fari LED caratterizzati da tre elementi verticali e generosissime prese d’aria che, con l’aiuto dell’apertura sul lungo cofano, contribuiscono al raffreddamento dello spettacolare propulsore sotto al cofano.
Le proporzioni sono imponenti e sono, forse, uno degli aspetti che maggiormente la tengono ancorata alle sue origini americane: 4.811 mm di lunghezza, 1.915 mm di larghezza e 1.397 mm di altezza, con un passo di 2.720 mm. Proporzioni da vera Pony Car, con un cofano molto lungo e un posteriore piuttosto corto, con l’abitacolo schiacciato verso il retrotreno.
Lateralmente, a sottolineare le proporzioni muscolose della vettura, spiccano cerchi i bronzati da 19″, che ospitano un impianto frenante Brembo e contribuiscono ad esaltare il contrasto con la spettacolare colorazione Molten Magenta. Anche la scelta degli pneumatici racconta il carattere della Mustang: i 275/40 offrono un’impronta a terra generosa e un profilo relativamente ribassato, pensato per garantire maggiore aderenza, stabilità e precisione di guida.




La silhouette iconica della Mustang culmina al posteriore, dove i 62 anni di storia del modello si ripercorrono tutti e vengono interpretati in una chiave moderna. Anche qui il triplo elemento LED verticale che identifica il modello viene riproposto ma, in questa settima generazione, assume un design più spigoloso e al passo con i tempi.
Attenzione poi a dire che la Mustang non è un auto per i viaggi. E’ vero, per viaggiare in sua compagnia bisogna avere le tasche profonde per quanto beve ma, a supporto dei coraggiosi in vacanza, si trovano 381 litri di bagagliaio.
Abitacolo moderno e funzionale, senza perdere il carattere

Tecnologia, tanta tecnologia. Questa è la parola d’ordine in abitacolo della settima generazione della Ford Mustang e forse questo fa storcere il naso ai puristi ma, a dire la verità, non denatura in alcun modo l’essenza del modello, risultando davvero funzionale. Il doppio display integra in una soluzione di continuità la strumentazione digitale – completamente personalizzabile in diverse configurazioni che riprendono versioni iconiche del modello – e il sistema di infotainment.
La cosa interessante di questa configurazione di schermi è che, anche se al primo impatto possono impressionare gli amanti della storia di Ford Mustang, in realtà avvolgono il conducente e permettono di avere sotto controllo una grande quantità di informazioni in marcia.


Il volante è probabilmente uno degli elementi meglio riusciti in abitacolo: l’impugnatura è davvero ottima ed è circondato da numerosi comandi fisici, una scelta che continua ad essere apprezzabile su un’auto pensata per essere guidata. Anche il tunnel centrale è ben fatto con, anche qui, diversi tasti fisici per le scorciatoie principali riguardanti la dinamica di guida e la leva del cambio che ha un’impostazione piacevole.
La qualità costruttiva è buona: non impeccabile ma nemmeno pessima come spesso la descrivono alcune malelingue. Gli assemblaggi restituiscono una sensazione di buona solidità e i tasti lucidi sono stati utilizzati con moderazione.
Per quanto ai sedili posteriori sconsiglierei di viaggiare, la Mustang è molto più confortevole di quanto le sue dimensioni e il suo carattere potrebbero far pensare. Tuttavia, nella configurazione che abbiamo provato, i sedili Recaro hanno una particolare attenzione più alla sportività e alla guida pepata che alla comodità. Si tratta di sedute veramente avvolgenti e perfette per i trasferimenti di carico veloci.
Quel celebre V8 aspirato sotto al cofano…

Sotto il lunghissimo cofano trova posto uno degli elementi che, ancora oggi, rendono la Ford Mustang così speciale: il 5.0 V8 Coyote. Del resto, in oltre sessant’anni di storia, la Mustang ha accolto sotto il cofano motori molto diversi tra loro: dai sei cilindri ai quattro cilindri, passando per il più recente 2.3 EcoBoost. Eppure, nell’immaginario collettivo, il nome Mustang continua a essere indissolubilmente legato al V8 aspirato, proposto nel corso delle generazioni in numerose evoluzioni, ma sempre fedele a quella ricetta che ha contribuito a trasformare questa vettura in un’icona.
La configurazione, ad oggi, non è la più pura e cruda ma si tratta comunque di una vera esperienza Mustang. Il V8, montato longitudinalmente e fortemente arretrato verso l’abitacolo per una migliore distribuzione dei pesi, nella sua ultima evoluzione è in grado di erogare ben 446 CV e 540 Nm di coppia, scaricati tutti all’asse posteriore.
Come accennato, non è la soluzione propulsiva più “grezza” mai portata su questo genere di vettura, si tratta infatti di un motore aggiornato e tecnicamente moderno ma che, nonostante i tempi che corrono, mantiene un fortissimo rapporto con chi siede dietro al volante. La potenza viene scaricata tutta all’asse posteriore tramite un cambio automatico a 10 rapporti che, seppur non sia una scelta che condivido, lavora discretamente bene. Inoltre, la presenza della barra duomi contribuisce ad irrigidire l’avantreno e rendere più controllati, e se vogliamo, prevedibili, i movimenti del corpo vettura.
Ford Mustang: l’accompagnatrice scontrosa

Inutile dire che una volta dietro al volante della Ford Mustang quasi ci si sente in soggezione da diversi aspetti, uno su tutti: le dimensioni. Si tratta di un’auto imponente, con un cofano lungo che nasconde al suo interno un V8 aspirato che canta a prescindere dal contesto in cui lo si porti. Mette in soggezione perchè per quanto si tratti di una GT veloce, quindi un’auto disposta ad accompagnare il conducente nelle più svariate situazioni di guida, rimane una vettura che non va sfidata perchè, a quel punto, tira fuori gli artigli.
Non è una sportiva brutale nè, tantomeno, una supercar ma una cosa è certa: 446 CV e 540 Nm all’asse posteriore possono intimorire. Tuttavia, l’esperienza a bordo della Ford Mustang permette di instaurare inevitabilmente un forte legame con il cuore pulsante dell’auto e la sua progressività la rende molto più gestibile rispetto a quanto i numeri potrebbero suggerire. L’abbiamo detto, per mettere in difficoltà il conducente bisogna provocarla, ma sicuramente non è una di quelle auto che cerca di sfuggire al conducente.

Non significa che sia però una vettura facile: peso e dimensioni hanno un significato importante nella dinamica di guida, il V8 aspirato è progressivo ma va capito e la coppia va saputa gestire. Insomma, non un’auto difficile in senso estremo, ma che richiede un certo tipo di confidenza.
I numeri, come anticipato, raccontano già molto di lei: lo 0-100 km/h viene coperto in circa 5 secondi e la velocità massima è fissata a 250 km/h, dati che non sono impressionanti come quelli delle sportive più estreme. Il punto però sta proprio qui: la Mustang non vive solo di numeri. Il V8 Coyote continua ad essere il vero protagonista dell’esperienza a bordo. E’ un motore che si fa sentire, la sua configurazione porta in abitacolo tanti rumori e vibrazioni, continua a spingere fino a 7.500 giri/min e restituisce qualcosa che molte sportive moderne hanno progressivamente perso: un coinvolgimento fuori dal comune.
Lo sterzo è un altro degli aspetti caratteristici di questa vettura. Si presenta carico e pesante nelle situazioni di guida urbana, dove talvolta si fa maledire, eppure nel momento in cui si alza il ritmo diventa davvero affilato e preciso e si “alleggerisce” per muovere in maniera impressionante un corpo vettura da 4,80 m.

Le sospensioni adattive MagneRide svolgono un lavoro di fino nel cambiare il comportamento della vettura a seconda del contesto. Hanno una capacità sorprendente di adattamento alle condizioni di guida e, anche per merito delle diverse modalità di guida, permettono alla Mustang di passare da una configurazione più confortevole ad una più sostenuta e scomoda, senza mai perdere la sua anima da GT.
Molto bene anche il lavoro svolto dall’impianto frenante. L’auto viene sempre fermata nei tempi e nei modi corretti, senza peccare di precisione o dare la sensazione di cedimento. Ho apprezzato anche il feedback restituito sul pedale del freno: molto carico e sostenuto senza perdere una buona modulabilità.

Il cambio automatico a 10 rapporti è stato per molti tema di dibattito. Personalmente non sono un grande sostenitore di questa soluzione ma devo dire che, forse, rappresenta la scelta più sensata per un utilizzo quotidiano. Qualora si trattasse di una vettura pensata per andare a passeggio nel fine settimana, probabilmente la mia scelta ricadrebbe sul manuale a 6 rapporti ma, per un uso di tutti i giorni, l’automatico a 10 rapporti si prende la piena sufficienza. E’ una trasmissione rapida e piuttosto fluida che permette di sfruttare bene le capacità del V8 e che si adatta molto bene alle modalità di guida. Proprio per questo non ho apprezzato l’utilizzo del sequenziale: 10 rapporti sono tanti e diventano difficili da gestire in marcia, inoltre nella modalità “manuale” il cambio perde quell’affilatezza che mi aspetterei dalla vettura.
Un 5.0 V8 aspirato beve, inutile negarlo, specialmente se si vuole godere quotidianamente di quel sound incredibile e delle prestazioni brillanti che riesce ad offrire. Tuttavia, con una guida particolarmente attenta o “da passeggio”, i dati sui consumi possono essere anche “accettabili” e si percorrono circa 9-10 km/l, sempre se relazionati alla tipologia di auto.
A questo prezzo è meglio di una tedesca

La Ford Mustang MK7 parte da circa 58.000€, una cifra che la rende veramente appetibile se si considera il motore V8 e il livello di dotazione. La versione cabriolet supera i 60.000€, mentre per la più estrema Dark Horse si sale oltre quota 70.000€. Rimaniamo poi in attesa del ritorno della Mustang GTD. In particolare, l’esemplare da noi provato con diversi optional come le sospensioni MagneRide, i sedili Recaro e la fantastica colorazione Molten Magenta, arriva a 68.700€.
Si tratta di numeri che la collocano in una posizione oggettivamente particolare sul mercato: non è la più tecnologica, la più leggera o quella che va più forte, eppure continua ad offrire qualcosa che sta svanendo.
Il paragone poi con le “avversarie” tedesche viene spontaneo. A 58.000€ Ford offre una vettura iconica, con un motore altrettanto celebre e prestazioni interessanti. In Germania invece con cifre simili, per avvicinarsi al mondo della sportività, bisogna accontentarsi di una versione base o con pochi optional.
Insomma, la Ford Mustang è una di quelle auto che, per un appasionato vero, come il sottoscritto, è esattamente il genere di auto per cui vale la pena fermarsi, e farci un pensierino.

