Il nome potrebbe essere Great Seagull, ma la filosofia è la stessa di quella attuale. La BYD Seagull, la controparte cinese della Dolphin Surf, si prepara a lasciare il posto alla sua erede: sempre elettrica, sempre originale nella linea, ma con un design tutto nuovo e dimensioni più generose, che aumentano così lo spazio per gli interni e la comodità per tutti i passeggeri. Quasi mezzo metro in più, con una dotazione di ADAS ricca e fino a 420 km di autonomia in ciclo CLTC.
Il design

È stato lo stesso Zhang Zhuo, direttore generale della divisione vendite della rete Ocean di BYD, a spoilerare quello che sarà il nuovo design della Seagull. Dagli sketch pubblicati, si nota un richiamo alla precedente generazione, ma con uno sguardo rivolto al futuro. Fari anteriori triangolari, linee taglienti e fianchi larghi, oltre alla linea del tetto che conferisce alla piccola elettrica un design più sportiveggiante.
Ma la seconda generazione della Seagull si fa anche grande: si parla di 4,20 di lunghezza per 1,81 di larghezza, 425 mm in più rispetto al modello dedicato al mercato domestico e oltre 20 cm in più rispetto alla controparte italiana. Dati che avvicinano la piccola di casa BYD alla più grande Dolphin.
Ancora elettrica

La sostanza rimarrà però quella di una “piccola” EV: batteria FinDreams LFP da 30 e 39.2 KWh, con autonomie che oscillano fra i 320 e i 420 km in ciclo CLTC. “Sotto il cofano” c’è un singolo motore elettrico da 128 CV, in grado di portare la BYD Great Seagull a circa 150 km/h. Con una dotazione di ADAS importante: sistema di assistenza alla guida DiPilot 300 con funzionalità Navigate On Autopilot garantita dal sensore LiDAR montato sul tetto.

Il tutto per “rilanciare” un modello che, soprattutto in Cina, non vende più come all’inizio. Secondo i dati di China EV DataTracker, BYD ha consegnato 74.087 Seagull fra gennaio e augusto 2026, con un calo del 66.5%. E allora, si punta sul nuovo, ma con una formula già collaudata, con tanta tecnologia che si ribadisce anche negli interni, con il grande schermo che domina la plancia, mentre la leva del cambio dietro al volante “pulisce” il tunnel centrale.

