Aumento carburanti, il Codacons critica le misure: “inutili palliativi”

Aumento carburanti, il Codacons critica le misure: “inutili palliativi”

16,5 milioni di euro al giorno. Questo è l’effetto dell’aumento dei prezzi del carburante sulle tasche degli italiani. Una crisi che, secondo il Codacons, il governo non sta affrontando nella maniera corretta: le misure presentate da Adolfo Urso, che si tradurrebbero in una serie di bonus destinati soprattutto alle famiglie meno abbienti, risulterebberoinefficaci nel contenere il problema. Sul banco degli imputati anche la critica del Ministro delle Imprese e del Made in Italy al sistema di accise mobili adottato da Draghi nel 2022: stando ai dati forniti dall’Ufficio di Bilancio della Camera, quella misura costò un miliardo al mese e andò a beneficio dei ceti più agiati. Ma anche qui, le posizioni non convergono.  

Il punto del Ministro Urso

L’aumento dei prezzi del carburante è un tema che il governo deve proporsi di affrontare con interventi mirati. Posizione assunta già dall’allora Presidente del Consiglio Mario Draghi che, allo scoppio della Guerra in Ucraina, introdusse uno sconto temporaneo alle accise, rimasto in vigore fino al dicembre 2022, quando il governo Meloni decise di non rinnovarlo: la motivazione, secondo Adolfo Urso, sta nel fatto che si è tentato di arginare il problema nel modo sbagliato.

Stando ai dati forniti dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, quella misura portò a un aumento vertiginoso dell’inflazione, che toccò punte del 12,6%, costando allo Stato quasi un miliardo al mese. In più, sottolinea Urso, c’è da considerare che ad oggi la situazione è ben diversa. La benzina non ha toccato i 2,25 €/Litro, ma secondo i dati Mimit si attesta sui 1,84 €/Litro di media, con il diesel che supera invece i 2€ al litro. 

La soluzione potrebbe quindi essere un sistema di bonus mirati soprattutto alle famiglie meno abbienti. Una soluzione che andrebbe così a risolvere anche un ulteriore problema del decreto Draghi: secondo l’Ufficio di Bilancio della Camera, quella riforma introdotta per arginare un problema che colpiva tutta la popolazione andò soprattutto ad agevolare le classi più abbienti. Con la proposta di Urso si eviterebbe anche questa complicanza.  

La risposta del Codacons

Secondo l’associazione italiana dei consumatori, le considerazioni del Ministro delle Imprese e del Made in Italy partirebbero da dati inesatti. Innanzitutto, è bene considerare che le misure del Governo Draghi portarono a un’inflessione immediata dell’indice nazionale di inflazione, che passò dal 6,5% al 6,0%. Tradotto in euro, un risparmio di circa quattro miliardi l’anno per la collettività.

In più, c’è da considerare il contesto attuale: dall’inizio del conflitto in Iran, il Codacons ha stimato un rincaro del gasolio del 18,5%, circa 32,2 centesimi al litro. Per una normale station wagon con un serbatoio da sessanta litri, questo si traduce in circa 20€ in più a pieno. E con una proporzione diversa, lo stesso discorso può essere fatto anche sulla benzina, passata dai 1,65€ di media del mese scorso ai 1,84€ di oggi (dati Ministero). Numeri che portano ai 16,5 milioni di euro stimati solo per quanto riguarda il costo del carburante.

Secondo il Codacons, la linea indicata dal Ministro Adolfo Urso per affrontare l’emergenza carburanti – basata su bonus destinati alle famiglie meno abbienti – rappresenta soltanto un palliativo che non risolve il problema né produce benefici per l’intera collettività. L’associazione sostiene invece che la soluzione più efficace sarebbe applicare la normativa vigente e intervenire con un taglio delle accise. Inoltre sottolinea come l’aumento dei prezzi dei carburanti comporti anche maggiori entrate per lo Stato: tra IVA e accise, le case pubbliche incasserebbero circa 9,5 milioni di euro in più al giorno proprio grazie ai rincari.


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