«È ciò che ogni Alfista aspettava da tempo», parole forti che annunciano l’arrivo di un nuovo concept marchiato Alfa Romeo. Qualcosa che si rivolge all’anima delle vetture del Biscione, che rintraccia l’essenza e che cerca di riportarla nel mondo di oggi. Il Salone di Parigi si farà teatro di quello che si prospetta essere Manifesto di una nuova epoca per l’azienda italiana, che guarda avanti con un pizzico di amarcord, pensando più ai fasti di un tempo che alle ultime vetture.
DNA

Parlare di DNA e di Alfa non significa solo riferirsi al manettino sulla plancia, ma anche e soprattutto alla cultura e alla filosofia che per anni ha caratterizzato le auto del Biscione. Divertenti, belle e prestazionali. Ed è qui che vuole tornare la casa italiana, che punta a guardare soprattutto a «chi ama ancora guidare e vivere esperienze autentiche al volante».
Tradotto, un Alfista, di quelli “veri” e più legati al passato. Di coloro che non vogliono solo andare da punto A a punto B, ma che considerano l’auto molto più di un semplice mezzo di trasporto. A loro è dedicato l’ultimo concept di Alfa Romeo, che si veste di Rosso, in quanto «simbolo di performance e passione, che da sempre appartiene la storia del marchio».
Tradizione ininterrotta

Certo, l’amarcord funziona, ma voler tralasciare ciò che Alfa Romeo ha fatto nell’ultimo decennio sarebbe anche ingeneroso. Perché, al di là di Tonale e Junior, il Biscione si è ritagliato uno spazio nel segmento delle over-500 CV. A partire da Giulia e Stelvio Quadrifoglio e dal loro 2.9 V6 biturbo.
Fino ad arrivare alla più esotica (e altrettanto “operazione nostalgia”) 33 Stradale, che riporta un nome iconico per il brand milanese su una supersportiva. E se 3 è il numero perfetto, questa vettura lo sa bene: 33 esemplari, 33 metri per fermarsi da 100 KM/h e velocità massima di 333 KM/h. E ora, non rimane che attendere il 12 ottobre per scoprire cosa sta “cucinando” il Biscione.

