Meno di quattro metri per l’Urban SUV della Losanga che non sarà però destinato al mercato europeo.
Renault Bridger: per ora questo è quello che sappiamo del nuovo modello anticipato da questo concept. Conosciamo la filosofia che vuole trasmettere: un Urban SUV che promette dimensioni compattissime: meno di quattro metri di lunghezza, più l’eventuale ruota di scorta. E che, nonostante le linee spigolose, non vuole intaccare lo spazio interno.
Renault inizia la sua “rivoluzione” – quella che verrà annunciata dal progetto FutuREady – da qui. E dall’India. O più in generale dai mercati asiatici. Stando alle poche indicazioni che arrivano da Boulogne – Billancourt, l’intenzione è di guardare, almeno per questa vettura, ad altre “mete”. Ma per gli altri dettagli, servirà aspettare il 10 marzo.
Voiture à vivre

Il nome deriva dall’inglese “bridge” (ponte) e dal suffisso “er”, che rafforza il significato del termine e ne accentua l’idea di solidità e collegamento. Con questa scelta la casa francese utilizza una strategia comunicativa già adottata in passato. Un esempio è il modello Duster, il cui nome richiama la polvere che il popolare crossover è chiamato ad affrontare. Nel caso di “Bigster”, invece, il riferimento vuole evocare prima di tutto la robustezza delle strutture architettoniche.
Un profilo internazionale, per una vettura che vuole incarnare l’idea di voiture à vivre. Una filosofia che però in Italia, almeno all’inizio, non vedremo. Perché il nuovo concept è pensato per adattarsi alle esigenze di mercati diversi dal nostro. In primo luogo l’India. Il mercato giusto, guardando anche a ciò che “è di moda” nel Bahrat. Auto dalle dimensioni compatte e dalle forme squadrate, per poter “ricavare il massimo” dell’abitabilità.
Renault andrebbe così a inserirsi nel segmento della Hyundai Creta e della Tata Nexon, medaglia d’argento e di bronzo per quanto riguarda le vendite del 2025. Lunghezza intorno ai quattro metri, design da SUV disponibile anche in una versione full electric.

L’idea di Renault Bridger, all’atto pratico, sembra tradursi in un’auto compatta: poco più grande di una Spring, più piccola di Duster e di Captur ma con un design che prova a distinguersi da tutte. Il frontale è molto alto e caratterizzato da linee spigolose e verticali. L’impostazione fuoristradistica è sottolineata anche dalla ruota di scorta montata direttamente sul portellone posteriore. Si tratta di una scelta stilistica piuttosto rara per la casa di Boulogne-Billancourt. Nella memoria degli appassionati può però richiamare la Scenic RX4 lanciata da Renault nel 2000 o, se vogliamo, una sorta di Jimny alla francese.
Per altri dettagli bisognerà attendere il 10 marzo, giorno di presentazione del piano strategico FutureREady.

