Lewis Hamilton aveva da bambino un desiderio preciso: possedere una Ferrari F40. Ora quella vettura è davvero nel suo garage, ma non si tratta di un esemplare qualsiasi. La supercar è rimasta inattiva per circa 35 anni e ha totalizzato soltanto 69 km.
Il primo proprietario la prelevò da Maranello nel 1991 e la portò fino a casa guidandola. In seguito la mise in rimessa e non la riavviò più. Hamilton ha scelto di acquistarla, farla restaurare e condurla a Monza prima del Gran Premio d’Italia.
Un desiderio nato lontano
Il pilota britannico non ha mai nascosto la sua passione per la F40. Quando entrò in Ferrari, nel 2025, si fece fotografare per le prime immagini con una F40 sullo sfondo.
Per comprarne una, però, non gli bastava un modello semplicemente in buone condizioni. Voleva un’auto vera, con una vicenda insolita da raccontare. Dopo una ricerca lunga ha individuato quella adatta: una F40 rimasta ferma per decenni e ricoperta di polvere. Un classico ritrovamento da fienile, anche se in questo caso si trattava in realtà di un garage.
Rimetterla a nuovo o lasciarla intatta?
Tutti quegli anni senza uso avevano lasciato qualche traccia. Hamilton si è perfino domandato se fosse meglio non intervenire. Alla fine ha prevalso l’idea di riportarla alle condizioni originarie, anche per preservarla al meglio.
In seguito il pilota ha chiarito che c’era ben poco da sostituire. La F40 era rimasta quasi identica a come era uscita dagli stabilimenti.
Il restauro a Maranello
L’auto è rientrata nel luogo in cui era nata. Meccanici e ingegneri Ferrari hanno lavorato per settimane sulla supercar, direttamente nella sede di Maranello.
Poi è arrivato il colpo di scena. Durante lo smontaggio del motore, i tecnici hanno scoperto inciso il numero 44. È lo stesso che Hamilton usa sulla monoposto fin dai tempi del kart. Il pilota ha raccontato di essere rimasto incredulo.
In sostanza, sembra proprio un segno del destino. Quel numero non aveva nulla a che vedere con la scelta dell’auto, ma certamente la rende ancora più unica.
Il momento più atteso è giunto a interventi conclusi. Hamilton ha acceso il V8 biturbo ed è salito al volante. Sui social ha pubblicato anche un video che ripercorre tutte le fasi, dall’arrivo a Maranello fino al risultato finale.
L’arrivo a Monza con la targa 44
Il palcoscenico scelto era il più adatto possibile. Giovedì 3 settembre Hamilton si è presentato all’autodromo di Monza alla guida della sua F40. Indossava un abito scuro e un cappotto, proprio come nelle immagini del suo primo giorno a Maranello.
La targa britannica mostrava ancora il 44. Il pilota ha spiegato di aver voluto rendere omaggio alla storia della Ferrari nella gara di casa del Cavallino. Poi ha posato accanto alla supercar sulla sopraelevata, una scena ben nota agli appassionati di Formula 1.
Una supercar da collezione
La F40 fece il suo debutto nel 1987 ed è l’ultima Ferrari approvata da Enzo Ferrari, scomparso nel 1988. Sotto il cofano c’è un V8 2.9 biturbo da 478 CV. La velocità massima supera i 320 km/h. Gli esemplari prodotti sono stati circa 1.300.
Un’unità con pochissimi chilometri, però, vale molto di più. Per un collezionista conta quasi più della potenza. Hamilton lo sa bene e potrà usarla soltanto con grande moderazione, anche se quando si trova al volante la tentazione resta fortissima.
Quanto la vedremo davvero su strada? Probabilmente poco, ma ogni sua uscita sarà comunque un evento.

