Jensen, l’Interceptor GTX segna un ritorno storico

Jensen, l’Interceptor GTX segna un ritorno storico

L’automotive inglese, negli anni ’70, raccontava una storia profondamente diversa. C’erano sì le auto da tutti i giorni, ma l’attenzione alle sportive era “maniacale”. C’era la Lotus di Colin Chapman, c’erano le MG, le Austin, le MINI, le Aston Martin, ma non solo. Oggi il mondo racconta una storia diversa, che parla di scomparse, cambi di proprietà e rotte differenti. E se qualcuno spera in un ritorno alle origini, intanto tutti possono godersi la Jensen Interceptor. Anche in una forma sicuramente diversa, sicuramente nuova, ma non del tutto lontana da come i più avrebbero immaginato. E forse, sognato.

V8, ma per ora solo pista

Jensen Interceptor GTX

Sì, perché con tutta quella fibra di carbonio, tutte quelle appendici aerodinamiche, la Interceptor GTX (questa la denominazione del nuovo progetto Jensen) non nasconde quello che è il suo utilizzo: la sportiva inglese abbandona, per ora, le strade per concentrarsi esclusivamente in pista. Pensata esclusivamente per questo utilizzo, con chassis e carrozzeria fatta a mano in alluminio. A completare il pacchetto ammortizzatori regolabili Nitron, servosterzo idraulico e soprattutto, un motore termico.

Sì, perché sotto il lungo cofano inglese c’è tecnologia americana. 6.8 V8 (figlio dal 6.2 storico di GM) sviluppato dalla texana Late Model Engines e abbinato a un compressore volumetrico da 2,65 litri. Il tutto per una potenza “sicura” di 973 CV, anche se in questa configurazione la meccanica potrebbe reggerne oltre 1.200. A trasmettere tutti questi cavalli alle ruote posteriori ci pensa un albero di trasmissione in carbonio e un cambio sequenziale a sei rapporti (anch’esso montato dietro), anche se in un futuro la casa inglese non esclude l’impiego di un automatico o persino di un manuale.

Punto di partenza

Jensen Interceptor GTX

Certo, l’estetica non tradisce le intenzioni di quella che è una vera e propria auto da pista: come conferma il dato sulla downforce, con 350 KG generati dal fondo piatto e dai vari splitter e spoiler, come ribadiscono gli interni. C’è il roll bar, ma ci sono anche sedili in carbonio e cinture a sei punti, senza ovviamente tralasciare il display MoTec con tutte le informazioni essenziali.

La Interceptor GTX è spettacolare, ma è solo un punto di partenza. Jensen (che continua su richiesta a produrre le sue sportive “originali”) sta pianificando una versione GTR da mettere su strada, per poi porre l’attenzione su una GT che dovrebbe andare più nella direzione del lusso. Da lì, si pensa addirittura di spostarsi sulle quattro porte, con una sorta di Gran Coupé, come raccontato dal direttore David Duerden ad Autocar.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *